Un anno di pandemia da Covid-19 in Italia ha fatto registrare tre milioni di contagi e un’ecatombe di quasi 100.000 morti (99.271, 297 nelle ultime 24 ore). Siamo sesti al mondo in questa tragica classifica dopo Stati Uniti, Brasile, Messico, India e Gran Bretagna. Mezzo milione sono gli attuali positivi (456.470, compresi i 24.036 delle ultime 24 ore) e 2,5 milioni i dimessi e i guariti. Ma la corsa del virus non accenna a frenate, anzi, c’è una “netta accelerazione” dell’epidemia che ora si sviluppa soprattutto in ambito familiare.

“C’è una progressione rapida della diffusione del coronavirus in tutto il paese” è stato l’allarme del presidente dell’Istituto superiore di Sanità Silvio Brusaferro. In base ai dati dell’Iss ci avviciniamo alla soglia ‘rossa’ di 250 casi per 100mila abitanti, il che rende necessarie misure tempestive. “Questa soglia è stata superata in 5 regioni e altre la supereranno nel corso di questa settimana” ha spiegato il presidente dell’Iss sottolineando la necessità, anzi l’urgenza, di “intervenire in maniera tempestiva e radicale per contenere le varianti del virus” e implementare misure di contenimento maggiori a partire dalle regioni.

Gli ospedali infatti sono sempre più sotto stress: il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale è complessivamente in aumento (26% contro il 24% della scorsa settimana). Il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in risalita da 2.146 della settimana scorsa a 2.327 (il dato e’ riferito al 2 marzo). Aumenta anche il numero di persone ricoverate in aree mediche, passando dai 18.295 del 23 febbraio ai 19.570 del 2 marzo. L’indice di contagio Rt medio nazionale è andato oltre l’1 (1,06) per la prima volta dopo sette settimane contro lo 0,99 di quella precedente. Dieci regioni hanno un Rt puntuale maggiore di 1, di cui una, il Molise, ha un Rt con limite inferiore superiore a 1,25. “Occorre riportare subito l’indice Rt sotto l’1” ha sollecitato Brusaferro.