Il Covid non è ancora sconfitto, dice Mario Draghi, perchè ad un anno dall’inizio della pandemia – quando siamo sulla soglia dei centomila morti – si assiste oggi ad un nuovo peggioramento dell’emergenza sanitaria. “Ma con l’accelerazione del piano vaccinale si intravede una via d’uscita non lontana”. E’ un messaggio di fiducia quello che il premier ha voluto lanciare al paese in un videomessaggio alla conferenza ‘Verso una strategia nazionale sulla parità di genere’.
Draghi è intervenuto sul tema della pandemia per la prima volta a venti giorni dal primo e ultimo discorso (quello sulla fiducia, il 18 febbraio) interrompendo così un silenzio che cominciava ad attirargli qualche critica. Silenzio però assolutamente coerente con il suo impegno della prima ora riassumibile nel concetto: meno parole e più fatti. Fiducia dunque, ma anche un appello perchè ognuno in questo frangente faccia la sua parte nel contenere la diffusione del virus. “E ciò – ha sottolineato il premier – vale soprattutto per il governo che deve cercare ogni giorno di fare di più”. Draghi ha ringraziato i cittadini “per la loro disciplina, la loro infinita pazienza, soprattutto coloro che soffrono le conseguenze anche economiche della pandemia” e gli studenti, le famiglie e gli insegnanti “che sopportano il peso della chiusura delle scuole”. E poi le forze dell’ordine, le forze armate, la Protezione Civile e tanti altri lavoratori: “Sono anche questi esempi di responsabilità civica e professionale, di cittadinanza italiana attiva che impongono al governo di moltiplicare ogni sforzo”.
“Siamo solo all’inizio. Il nostro compito – e mi riferisco a tutti i livelli istituzionali – è quello di salvaguardare con ogni mezzo la vita degli italiani e permettere al più presto un ritorno alla normalità” ha aggiunto Draghi spiegando che “ogni vita conta” e invitando a “non perdere un attimo, non lasciare nulla di intentato, compiere scelte meditate, ma rapide”. Il momento non consente di “dividerci o di riaffermare le nostre identità”, ha aggiunto il premier che si è impegnato a “non promettere nulla che non sia veramente realizzabile”. “Le mie preoccupazioni sono le vostre preoccupazioni. Il mio pensiero costante è diretto a rendere efficace ed efficiente l’azione dell’esecutivo nel tutelare la salute, sostenere chi è in difficoltà, favorire la ripresa economica, accelerare le riforme”.
Draghi ha concluso il suo videomessaggio ricordando come eravamo il 10 marzo del 2020: “Un anno fa l’Italia si chiudeva diventando per la prima volta una grande zona rossa. Un italiano su venti è stato contagiato, secondo i dati ufficiali che, come è noto, sottostimano la diffusione del virus. Mai avremmo pensato che un anno dopo ci saremmo trovati a fronteggiare un’emergenza analoga e che il conto ufficiale delle vittime si sarebbe avvicinato alla terribile soglia dei centomila morti. Dobbiamo al rispetto della memoria dei tanti cittadini che hanno perso la vita il dovere del nostro impegno”.
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