Se Atene piange, Sparta non ride. Così come nel centrosinistra anche nel centrodestra si sentono gli effetti dell’asteroide Draghi che e’ piombato su tutta la politica. Il capitano gira a vuoto parlando su tutto, intervenendo su qualsiasi tema, anche se poi non ripreso se non in minima parte dai giornali e dalle tv. Fa veramente notizia solo quando dimostra di essere intrappolato, tra due fuochi amici, quello dei suoi governativi e l’altro della Meloni. Meloni che lo incalza prendendosi il consenso dell’elettorato più di destra. Classico esempio ieri quando Salvini bocciava il passaporto vaccinale, che si porta appresso per chi non fa il vaccino una sorta di “liste di proscrizione”, il “suo” ministro per il Turismo, Garavaglia, considerava lo stesso passaporto “fondamentale”. Poi però Giorgetti, l’altro leghista al governo anche lui dell’ala moderata, smorzava i toni dando ragione al leader (chissà il casino che si sarà creato), attenti alle “discriminazioni”. Rimane il fatto che Salvini aveva messo nel conto che la sua “generosità” per la svolta europeista lo avrebbe penalizzato a destra, sottraendogli visibilità rispetto alla Meloni, rimasta da sola nella trincea dell’opposizione. Salvini punta tutto sulle prossime poliche, cercando di non uscire troppo malconcio nel voto delle grandi città, che avverrà probabilmente, pandemia permettendo, in autunno. La politica al di fuori dal governo sta vivendo in un clima surreale. I segretari e non solo Salvini, non essendo in prima linea, contano sempre meno rispetto a chi invece e’ in campo e si sta giocando la partita della vita. Molto dipenderà dalla prossima legge elettorale, sempre se ci sarà, con il nuovo capo dei dem, Letta, che sembra ritornare sul maggioritario. Dopo la sbornia proporzionale del suo predecessore e dei grillini, sarà ancora più determinate il nome che guiderà la coalizione. Salvini non ha dubbi in proposito “il prossimo candidato premier del centrodestra sarà il leader di partito con più voti, anche uno in più”. Con Berlusconi fuori dai giochi per problemi di salute, va e viene dall’ospedale, e per motivi anagrafici, è di settembre, il 29 del ‘36, e con la Meloni sul podio d’argento dei voti nel centrodestra, Salvini ritiene di dovere essere lui il candidato. Pero’ e’ nervoso, freme. Perché? Il fatto è presto detto, in molti ritengono che le elezioni, e questo riguarda sia il centrosinistra che il centrodestra si vincono al centro. Sono proprio i moderati che pur avendo meno voti determinano dove finisce la bilancia se di qua oppure di la’. Convintissimo di questo anche Berlusconi, che vorrebbe vedere un suo leader correre per palazzo Chigi, meglio se una donna, Sarebbe un bel segnale di novità candidare per la prima volta a premier una donna. Ed il nome comincia già a circolare tra alcuni dei suoi. Sarebbe la Casellati, donna di grande livello, ed attuale presidente del Senato, il nome giusto per il centrodestra come candidato premier? Dopo il fallimento di tanti giovani delfini maschi, tutti falliti e finiti nelle reti delle tonnare, una più astuta femmina? Si vedrà…

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