Covid scontri Montecitorio

Tanto tuonò che piovve. La rabbia di ristoratori, commercianti, ambulanti e gestori di palestre e piscine contro le chiusure delle attività previste per tutto il mese di aprile dalle misure anti-Covid decise dal governo si è concretizzata in una forte protesta che si è sviluppata nel primo pomeriggio davanti a Montecitorio, a due passi da palazzo Chigi. Draghi non ha potuto vederla perchè era in visita in Libia.

Verso le 15 una parte, la più agitata del migliaio di manifestanti (e forse – secondo le forze dell’ordine – anche un pò ‘infiltrata’ da estremisti con l’obiettivo di strumentalizzare il disagio sociale e far salire la tensione), è venuta a contatto con la polizia che presidiava il palazzo, la sede della Camera dei deputati, in questi giorni più blindato del solito. C’è stato un tentativo di sfondare il cordone di sicurezza al grido di “siamo imprenditori non delinquenti, vogliamo solo lavorare”. Da lì sono nati i tafferugli, il lancio di fumogeni, quindi due cariche di contenimento, sette persone fermate, un poliziotto ferito. L’alta tensione è durata una mezz’ora, poi la protesta si è esaurita almeno nella sua forma più violenta ed è tornata la calma. Tra i manifestanti le bandiere blu di Italexit, il movimento del senatore ex M5S Gianluigi Paragone, e un uomo vestito da ‘sciamano’ come l’appartenente al movimento Q-Anon che fece irruzione al Congresso Usa a Washington. 

Proteste simili si sono verificate anche in altre città: a Caserta gli ambulanti hanno bloccato la A1, a Milano cortei presso la Prefettura, a Bari e a Napoli altre manifestazioni di rabbia sociale che hanno visto protagonisti commercianti, ristoratori, proprietari di bar e titolari di piscine e palestre. Tutti in strada o in piazza per sollecitare le riaperture, quelle che il governo ha pure ipotizzato come possibili a partire dal 20 aprile a patto però che i numeri della pandemia lo consentano.

E i numeri di oggi, seppure ridotti perchè riferiti a Pasquetta, ancora non sembrano consentire di ipotizzare un allentamento della ‘stretta’: 7.767 i nuovi casi di infezione da coronavirus a fronte però di soli 112.962 tamponi effettuati nelle ultime 24 ore, con un tasso di positività al 6,9%. Sempre elevato il numero delle vittime: 421 contro le 296 di ieri. E ospedali sempre sotto pressione: sei i nuovi ingressi nelle terapie intensive, che ormai registrano 3.743 ricoverati, e 221 i nuovi ingressi in rianimazione contro i 193 di ieri.

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