Ristorante riaperture
(foto Free-Photos da Pixabay)

Su Sky tg24 acceso dibattito su riaperture, ristori, scuola e piano vaccinale del governo Draghi. Punto di incontro di destra e sinistra: accelerare sulle vaccinazioni

In attesa delle riaperture dal 26 aprile, la politica continua a dividersi su ristori, scuola e coprifuoco. Ma poi alla fine tutti chiedono la stessa cosa: accelerare sulle vaccinazioni, affinché le riaperture diventino definitive. “Le chiusure, in ogni caso, non sono né di destra né di sinistra”, ribadisce come un mantra l’analista Alberto Castelvecchi ai microfoni di Sky Tg24. Ma intanto piccole e medie imprese nella ristorazione e nel settore alberghiero “sono alla canna del gas”. Il take away permette di coprire solo il 10% del fatturato abituale. Il Governo in queste ore sembra stia pensando alla possibilità di portare l’orario di inizio del coprifuoco serale dalle 22 alle 23, per aiutare i ristoratori a ottenere più prenotazioni per i tavoli all’aperto. Modalità di consumazione permessa in tutta Italia in zona gialla e arancione a partire dalla prossima settimana.

Cambio di passo

Ma c’è chi non ci sta. Marco Osnato di Fratelli d’Italia, sempre s Sky Tg24, ribadisce: “Non si vede un vero cambio di passo tra il governo Conte e quello Draghi”. Ad esempio sui ristori, che finora hanno coperto solo l’8% dei danni subiti. E “le riaperture del 26 sono solo uno slogan che qualcuno metterà su Facebook. Mentre tutti sappiamo che la metà dei ristoratori non potrà riaprire, perché non ci sono sufficienti spazi all’aperto”. Per non parlare della questione meteorologica, dal momento che nel nord Italia fino ad almeno metà maggio sarà difficile riuscire a cenare all’aperto. Sulla scuola le preoccupazioni sono più sui trasporti, annoso problema mai risolto, che sugli assembramenti negli istituti. Anche se alcuni presidi avvertono che non tutte le aule permetteranno il distanziamento sociale. Insomma la DAD a oltranza non è ancora scongiurata.

Shock

Dall’altra sponda, quella governativa, Luciano Nobili di Italia Viva, replica: “Le preoccupazioni sono di tutti. Molti ristoratori faranno fatica. Tuttavia dai virologi abbiamo imparato che per le varianti Covid non bastano 2 metri di distanza al chiuso. Ma non possiamo dire che non c’è stato un evidente cambio di passo con questo governo. Si sta attivando anche il piano shock voluto da Italia Viva”. Sono 57 i cantieri riaperti da nord a sud. Mentre la campagna di vaccinazione nelle ultime ore sta diventando massiccia. Come era stato preannunciato dal generale Figliuolo, arriveremo presto a vaccinare 500 mila persone al giorno. Venerdì scorso sono state somministrate 356 mila dosi.

Piano vaccinale

In arrivo in Italia nelle prossime settimane ed entro giugno le circa 52 milioni di dosi, appena promesse dal commissario UE Breton. Grazie a una distribuzione straordinaria di vaccini Pfizer. “Dobbiamo arrivare a essere come Israele che ha tolto le mascherine all’aperto; per essere sicuri che le riaperture siano definitive”, sottolinea Nobili. Complessivamente, tra prima e seconda dose, in Italia sono stati vaccinati circa 15 milioni di persone, di cui un milione negli ultimi giorni. L’Italia sta accelerando per riallinearsi con i paesi europei. Rimane alto il numero dei morti, evitabile solo con una maggiore cura sulle priorità nelle vaccinazioni, prima gli anziani e le persone fragili.