Mario Draghi ha parlato alla Cameraper illustrare il recovery. Si tratta disoldi stanziati dalle Ue, che più a quelli aggiunti dall’Italia in l’extra deficit, arrivano a 248 miliardi. Una sorta di “ora o mai più”. Il premier visibilmente emozionato manda un preciso segnale alle forze politiche “No a ritardi, miopie, interessi di parti, e’ in gioco l’interesse comune”. Draghi spiega subito che il piano, tanto atteso, “non e’ solo un insieme di progetti, ci sono dentro le vite degli italiani e soprattutto il destino dell’Italia e le misure di quello che sarà il suo ruolo internazionale e fondatore della Ue. Se prevarranno egoismi non ci sarà la possibilità di rimediare” . Draghi fa prima un esamina dell’Italia e punta su giovani, donne, bambini ed anziani per evidenziare carenze alle quali dovrà essere riparato. Con tanto di cifre a disposizione per i diversi interventi. Dagli asili nido, alle strutture per i più vecchi, fino agli aiuti per i giovani in attesa di una prima casa e di un’occupazione. Anche il super bonus verrà prorogato. Riserva la parte finale a quello che e’ veramente ed ineluttabilmente richiesto dall’Europa, perché una cosa è chiara senza riforme niente soldi. Ed allora parla delle riforme, dalla giustizia alla pubblica amministrazione, al fisco, alla concorrenza ed anche al digitale. Dice che le faremo, le attueremo in limiti prefissati. Saranno gli scogli più difficili, perché sono argomenti molto divisivi all’interno dell’attuale maggioranza. Un punto delicato riguardano le concessioni marine, dove ci sono in ballo interessi di miliardi, on impese straniere pronte a prendersi le nostre spiagge ed i nostri porti da turismo e non solo. Destra e sinistra hanno ricette molto diverse e non sarà facile armonizzare il tutto. Forse l’importante è per ora solo partire on il piede giusto, poi come sempre avviene in Italia si vedrà…


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