Letta e Conte
(foto da account Twitter E. Letta)

Tra una stoccata e l’altra contro Salvini – oggi sul tema delle grandi riforme – Pd e Cinquestelle provano a imbastire un discorso e un cammino comune per le prossime elezioni politiche.

“Ci andremo insieme” annunciano e garantiscono il segretario dem Enrico Letta e il leader in pectore dei grillini, l’ex-premier Giuseppe Conte (in linea di principio anche Leu è d’accordo su un’alleanza progressista) che hanno partecipato a distanza all’assemblea di Articolo 1.

Insieme alle politiche, dunque ma ancora un pò presto invece per i sindaci delle grandi città, l’importante appuntamento amministrativo di ottobre che al momento non vede uniti, salvo alcune eccezioni, Pd e M5s. Sulle amministrative il segretario dem concorda con l’ex-premier: “Abbiamo davanti un percorso che ha alcune tappe. Una tappa molto complessa ma interessante è quella delle amministrative. Dobbiamo farne una tappa di avvicinamento e di convergenza verso le politiche. Condivido il principio di realtà di Conte. Dobbiamo farlo nostro questo percorso, conoscendo i problemi e facendocene carico”. E annuncia: “Staremo insieme alle prossime politiche, ne sono convinto. Lavoreremo a una proposta comune e possiamo farlo perché siamo persone che sanno parlare fra di loro e si stimano reciprocamente. Questa è una marcia in più”. Per Conte Pd e M5s hanno alle spalle “un cammino comune, un percorso franco di continuo scambio e di arricchimento reciproco. Penso che questa collaborazione leale debba continuare e che l’esperienza M5S-Pd-Leu non possa essere accantonata. Ora però dobbiamo darci un orizzonte che punti a risolvere i problemi dei cittadini, per delineare il comune destino di una intera comunità”.

Un programma con l’orizzonte al 2023 mentre l’oggi è fatto di continui botta e risposta tra Letta e Salvini, pur alleati nel governo di larghe intese. Al leader della Lega che in un’intervista aveva affermato che riforme come quelle della giustizia e del fisco non si potranno fare con il Pd e con i grillini, ha replicato il segretario dem: “Questo governo è nato per fare le riforme. Se Salvini non le vuole, esca dall’esecutivo”.

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