Meloni
(foto da it.wikipedia.org; fonte quirinale.it)

Non si sottrae alla domanda se per caso, un giorno non lontano, toccasse proprio a lei andare ad occupare quello studio giallo a Palazzo Chigi, lo studio da premier… Nè rifiuta di rispondere – magari per scaramanzia – quando le chiedono quali sono le due cose che farebbe per prime, una volta al governo del paese (eccole: impulso alla libertà d’impresa e lotta alla denatalità).

Baciata da tutti i sondaggi che danno Fratelli d’Italia in fortissima ascesa, terza forza dopo Lega e Pd, al pari se non sopra i grillini, Giorgia Meloni, intervistata da Lucia Annunziata a Mezz’ora in più su Rai3, parla del suo libro, l’autobiografico “Io sono Giorgia”, e non si nasconde dietro un dito circa le sue aspirazioni politiche. Uno scenario che non esclude la presidenza del Consiglio. La leader di FdI, unico partito all’opposizione, lo dice chiaro e tondo: pensa e lavora per arrivare al governo.

“Mi preparo a governare la nazione. Sono pronta a fare quello che gli italiani mi chiedono di fare comprendendone la responsabilità. Mi tremerebbero le mani – confessa – ma cosa farei politica a fare se non fossi pronta a confrontarmi con le sfide?”. “Io mi preparo a governare la nazione – dice la leader di FdI – ma non mi pongo un obiettivo personale. Voglio andare lì con una classe dirigente all’altezza di questo compito. Dove arrivo, però, non lo decido io, ma gli italiani”.

Per quanto riguarda il governo Draghi il giudizio della Meloni, naturalmente, “non è positivo”: “Spero che non duri tantissimo e che si voti il prima possibile. Sulla pandemia e sulle chiusure, sui ristori, sulle scelte economiche il governo Draghi – conclude – mi pare in continuità con il governo precedente, anche più rigido. Draghi è più rigido di Conte sulle riapertureMi aspettavo qualcosa di meglio, più coraggio da parte dell’ex-numero uno della Bce”.