(foto dal sito ufficiale di Kathryn Garcia)

A dieci giorni dalle primarie democratiche per trovare il candidato a nuovo sindaco di New York, in pole position finalmente una donna. È il momento della ‘brooklyner’ Kathryn Garcia

Una donna, Kathryn Garcia, ex commissario del Dipartimento dei servizi igienico-sanitari della città di New York si candida a prossimo sindaco della Grande Mela. E afferma: “Quasi due decenni di governo mi hanno preparata per essere il prossimo sindaco”. E infatti il curriculum della candidata democratica la dice lunga. All’età di 22 anni Kathryn Garcia entra nel governo della città come stagista proprio nel Dipartimento di Sanità. Era l’anno 1993. Oggi dopo quasi due decenni di lavoro nella macchina amministrativa è in corsa per il posto di prima cittadina. Kathryn Garcia, 51 anni, spera che lo slancio che la sua campagna ha guadagnato – anche grazie ai recenti endorsement – la porterà alla vittoria nelle primarie del Partito Democratico per la corsa a sindaco il 22 giugno.

Riconoscimenti

La democratica Garcia è entrata in gara a gennaio, pubblicizzando la sua abilità di gestione nel governo cittadino, prima di tutto. La sua più grande sfida è stata farsi riconoscere, accreditare il proprio nome. Non ha mai ricoperto cariche politiche di primo piano e ha trascorso la maggior parte della sua carriera in ruoli dietro le quinte. I primi sondaggi della corsa a sindaco non le davano molte chance a fronte degli altri candidati in lizza, circa una dozzina di candidati. Ma i recenti apprezzamenti venuti dal New York Times e dal New York Daily News hanno rafforzato il suo profilo. Un sondaggio del 26 maggio la mostrava in testa alla gara, con un vantaggio di 3 punti percentuali sul presidente del distretto di Brooklyn. L’afroamericano Eric Adams, capitano della polizia in pensione.

Preparazione

Ma una donna non è mai stata davvero in campo per la poltrona di sindaco di New York. Quindi perché lei potrebbe farcela? Perché Kathryn Garcia sa il fatto suo. Per sei anni ha supervisionato un dipartimento di circa 10 mila lavoratori, per lo più uomini, che hanno tenuto la città in funzione durante le tempeste di neve e impedito che la spazzatura si accumulasse nelle strade delle zone più disagiate. Ha difeso New York dal vero e proprio assalto dei topi. Ha contribuito a guidare i soccorsi dopo l’uragano Sandy nel 2012, fornendo acqua pulita ai newyorkesi. È stata scelta nel 2019 per guidare la task force per frenare l’avvelenamento da piombo tra i bambini. Durante la pandemia da Covid-19, ha organizzato il programma per distribuire più di un milione di pasti al giorno.

Primarie

Ora è in corsa per diventare la prima donna sindaco di New York. In una gara affollatissima di nomi maschili tra i quali spicca l’imprenditore filantropo di origine taiwanese, Andrew Yang. È già stato anche tra i candidati alle presidenziali 2020 per il Partito democratico. Le prossime primarie sono difficili da decifrare, perché il sistema è cambiato. Per la prima volta, vengono condotte con il voto a scelta classificata, consentendo agli elettori di selezionare un totale di cinque candidati classificandoli per preferenza. Eppure, nelle ultime settimane di campagna, Garcia sembra essere il candidato che sta guadagnando più slancio. La prospettiva che Garcia diventi la prima donna sindaco di New York City è un altro capitolo della continua lotta americana su come gestire la competenza femminile in un mondo politico che raramente la ricompensa.

Lotta di genere

Dopo l’ascesa di Kamala Harris a vicepresidente degli Stati Uniti tutto sembra possibile. Ma c’è anche la storia di Hillary Clinton, un’altra donna piena di competenze politiche, eclissata dai ‘rivali’ uomini. Garcia potrebbe rivelarsi la donna giusta al momento giusto. Nell’era Biden, dopo tutto, i democratici sembrano abbracciare l’idea di eleggere amministratori esperti per guidare la nazione fuori dalla pandemia. Al di là del genere e della razza. La campagna di Kathryn Garcia potrebbe essere un test per verificare se i democratici sono pronti a eleggere una donna con l’esperienza giusta, a ‘prima cittadina’ della Grande Mela.