Montecitorio
(foto Vlad Lesnov da it.wikipedia.org)

L’effetto Draghi c’e’ e si sente nei sondaggi. Si evidenzia una sorta di svolta moderata, e nelle prossime elezioni molto dipenderà dalle decisioni del premier che diventerà un ago della bilancia. Per la prima volta dopo moltissimo tempo il Pd diventa la prima forza politica. La Lega, non si può dire che crolli, ma passa al terzo posto, dietro anche a Fratelli d’Italia che continuano la loro corsa, registrando la crescita più elevata. Comunque il tutto si svolge all’interno di un punto di percentuale, quindi una forbice strettissima. Il Pd e’ al 20,8%, seguito dalla Meloni con il 20,5% e da Salvini con 20,1%.E’ il quadro delle intenzioni di voto fotografato da Ipsos di Pagnoncelli. Da tempo la Lega e’ in calo e la Meloni in crescita, per quanto riguarda il centrodestra. Mentre nel centrosinistra il Pd va sempre meglio dei cinque stelle al 14 %. Quello che pero’ si evidenzia e’ anche una crescita di FI, che si attesta al 9,2%. Questi dati assommati ad un altro 1.1% delle forze di centrodetra portano al 50,9% la coalizione. Matteo Renzi tocca appena l’1,8%. Complessivamente la coalizione giallorossa arriva al 45,3% ossia jad oltre 5 punti di distanza da quella di centrodestra. Ma come si sa ed e’ sempre evveuto la forbice tra i due maggiori schieramenti si riduce sempre al momento del voto. E non e’ mai nulla scontato con la vittoria sempre appesa a qualche migliaio di voti. E bisognerà attendere le mosse di Draghi, sempre che voglia schierarsi più o meno apertamente. Intanto il suo indice di gradimento e’ da record con il 70,8%. Salvini anche se perde voti rimane il leader politico più apprezzato con il 31,5% delle preferenze. Che alla fine potrebbero anche trasformarsi in voti.