Bolzan
(foto da account FB Dr. ssa Flaminia Bolzan)

La strage di Ardea pone nuove domande sul sostegno alle famiglie con persone affette da patologie mentali. A In20righe.it parla la psicologa e criminologa Flaminia Bolzan

Verso le 11 di domenica 13 giugno scorso nel comprensorio di Colle Romito ad Ardea, a sud di Roma, vengono sparati cinque colpi di arma da fuoco da Andrea Pignani. Il 34enne con problemi psichici uccide a sangue freddo due bambini di 5 e 10 anni che giocavano nel parco e un signore in bicicletta che ha tentato di salvarli. Sono morti così David e Daniel Fusinato e l’84enne Salvatore Ranieri. Dopo la strage Pignani si è rifugiato in casa, a 400 metri dal luogo del delitto e si è tolto la vita con la stessa pistola usata contro le tre vittime. “In questo caso anche l’assalitore è una vittima”, ricorda a In20righe.it, suscitando forse un po’ di sorpresa dopo tanto orrore, la criminologa Flaminia Bolzan.

Disturbi psichici

È lui “la quarta vittima di questa assurda strage. Chi soffre di malattie mentali va curato”. E proprio il tema della mancanza di interventi, di terapie di aiuto è uno di quelli che fa discutere a proposito di responsabilità e motivazioni. “In caso di disturbi psichici importanti – rimarca Bolzan – è sempre da accertare la capacità dei soggetti di intendere e di volere. Esattamente come è accaduto nel caso di Mada Kabobo, che a Milano uccise tre persone a picconate. Soffriva di una forma di schizofrenia paranoide. Questa condizione ha inciso grandemente sulle sue azioni, escludendolo, almeno parzialmente, dalla capacità di intenderne il significato”.

Trattamenti

Le persone affette da disturbi psichici vanno curate e non vanno lasciate sole. La legge Basaglia del 1978, rileva Bolzan, ha aiutato non stigmatizzare la malattia. Da allora le persone affette da disturbi mentali non sono più trattenute in strutture chiuse. Tuttavia, fatti come quello di Ardea mettono in luce come le cure in contesto familiare non sempre siano sufficienti a trattare le psicosi. Perché non sempre la famiglia sa o può gestire la malattia. E le strutture pubbliche territoriali faticano ad assorbire necessità e richieste. C’è anche da dire che spesso si tratta di cure costose e non tutti possono permettersi un caregiver h24 per un familiare.

Studi

Nel campo dei trattamenti delle malattie mentali sono stati fatti dei progressi straordinari negli ultimi anni. Lo psichiatra della Columbia University, Michael B. First, in un recente studio parla di procedure terapeutiche classificate come somatiche e psicoterapeutiche. I trattamenti somatici comprendono farmaci e altre terapie, con prescrizione e controllo di medici psichiatri. I trattamenti psicoterapeutici comprendono la psicoterapia individuale o di gruppo. Ma anche l’ipnosi e tecniche di rilassamento. Importante l’affiancamento agli specialisti di infermieri e assistenti sociali.