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(foto da account FB Vinitaly)

Il vino tricolore torna a ‘scorrere’ sui mercati internazionali. E USA e Cina questa volta sembrano condividere la passione per i prodotti ‘made in Italy’. Lo rivelano i dati presentati in occasione di OperaWine, incontro a Verona di 300 tra operatori e buyer provenienti da 13 paesi. L’evento realizzato da Vinitaly e Wine Spectator, la testata americana di riferimento per il business del vino, segna l’inizio della ripartenza in Italia e nel mondo. Con le fiere decolla anche la domanda, dopo un anno in flessione, a partire da un mercato ormai consolidato come degli Stati Uniti e da quello emergente della Cina.

Osservatorio

L’analisi dell’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor evidenzia nei primi mesi dell’anno un forte rilancio degli ordini di vino italiano e francese. Tra Italia e Francia è un vero e proprio testa a testa globale, con l’export che allunga su quello di tutti gli altri competitor. Nel mese di aprile, negli Stati Uniti l’import di vino è cresciuto mediamente del 20%. Con Italia (+26%) e la Francia (+51%) a fare la parte del leone. Aprile in positivo anche per la domanda cinese, che registra un autentico boom (+98%). L’Italia, dopo l’uscita di scena degli australiani a causa delle scaramucce politiche tra Canberra e Pechino, è diventata il terzo fornitore del paese del Dragone.

Bollicine

La Cina, che finora si caratterizzava per la domanda soprattutto di rossi, si sta aprendo anche alle bollicine. In base ai dati doganali del primo quadrimestre si segnala un vero picco per lo Champagne (+110%). Per i vini italiani, rileva l’Osservatorio, sono in netta crescita quelli di fascia premium, che crescono del 19%. “Con Wine to Asia ad agosto, Vinitaly China Roadshow a settembre e Vinitaly special edition di ottobre – ha detto il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani – mettiamo in campo una campagna senza precedenti targata ICE-Veronafiere”. Negli Stati Uniti, primo mercato al mondo, si prevedono prossimi positivi risultati in ragione della fine della guerra dei dazi tra Bruxelles e Washington.

Tricolore

Il responsabile di Nomisma Wine Monitor, Denis Pantini segnala: “La riapertura dei ristoranti negli USA induce a un moderato ottimismo sulla ripresa”. Il ‘grand tasting’ del vino tricolore a OperaWine 2021 vede primeggiare la Toscana con 47 produttori selezionati, seguita da Veneto (23) e Piemonte (20). Le tre regioni insieme rappresentano oltre il 68% dell’export italiano. A trionfare sono i rossi con ben 134 etichette. 19 le Igt toscane e 17 quelle di Brunello di Montalcino, tallonate dal Barolo con 16 etichette. I bianchi contano 32 proposte e completano la selezione le categorie bollicine (17) e vini passiti (3).