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(foto Xinhua-Li Ga)

Celebrazione in grande stile in piazza Tienanmen a Pechino per il centenario del Partito comunista cinese (PCC). Bandiere rosse, musica, canti patriottici, ma anche rap e salve di cannone alla presenza di decine di migliaia di persone, mentre nel cielo jet ed elicotteri disegnavano una colorata coreografia. Gli iscritti al partito sono circa 95 milioni e il PCC regge le sorti del Dragone da quando Mao Zedong fondò nel 1949 la Repubblica Popolare Cinese.

(foto Xinhua-Ju Peng)

Nuovo

“Senza il Partito comunista non ci sarebbe la Nuova Cina” è il titolo di una delle canzoni risuonate durante la manifestazione. Ed è toccato al segretario del PCC e presidente cinese, Xi Jinping, ricordare come la chiave del successo e del progresso di questi decenni sia stato proprio il Partito comunista. Usando questa chiave il popolo cinese “non solo è stato bravo a distruggere il vecchio mondo, ma anche a crearne uno nuovo”. Xi Jinping, quasi a evidenziare la continuità, indossava un abito grigio chiaro dal taglio praticamente uguale a quello con cui è raffigurato Mao Zedong nel mega-ritratto in piazza Tiananmen. In questi 100 anni il Partito “ha scritto uno splendido capitolo nella storia dello sviluppo della nazione cinese e in quella del progresso dell’umanità”. Il PCC ha il merito di aver affrancato milioni di cinesi dalla povertà, costruendo – ha rimarcato Xi – una “società moderatamente prospera” e un processo di “rinnovamento irreversibile”.

Soft power

La Cina, segnalano da tempo gli analisti, diventerà la prima potenza economica mondiale, molto probabilmente nel 2028, superando gli Stati Uniti. E il ‘soft power’ cinese ha rafforzato l’influenza globale di Pechino, attraverso strategie di sviluppo come quella della Belt and Road Initiative, la Nuova via della seta. Prospettiva che danno orgoglio, ma la Cina – ha detto nel suo discorso Xi – non porta nei suoi geni tratti aggressivi o egemonici. “La Cina ha sempre lavorato per salvaguardare la pace nel mondo, contribuire allo sviluppo globale e preservare l’ordine internazionale”. E il Partito comunista “ha a cuore il futuro dell’umanità e desidera andare avanti in sintonia con le forze progressiste di tutto il mondo”.

(foto Xinhua-Chen Zhonghao)

Grande muraglia

Ma Pechino è anche determinata a non cedere a prepotenze e prevaricazioni. Xi ha parlato di “predicazioni ipocrite” rispetto alle critiche su presunte violazioni dei diritti umani e la situazione a Hong Kong. Chi tenterà di prevaricare la Cina, andrà a “sbattere la testa. Si troverà in rotta di collisione con una grande muraglia d’acciaio forgiata da oltre 1,4 miliardi di cinesi”. Xi ha poi aggiunto: “Non abbiamo mai maltrattato, oppresso o soggiogato la gente di nessun altro Paese. E non lo faremo mai”. Hong Kong manterrà la sua autonomia, in base al principio: “Un Paese, due sistemi”, mentre resta come “impegno incrollabile” quello di una futura riunificazione con Taiwan.