Carrà Raffaella
(foto da account FB Raffaella Carrà)

“È andata in un mondo migliore”, sono le parole di commiato di Sergio Japino. Il compagno di lungo tempo, al suo fianco fino alla fine, ha dato la notizia della scomparsa di Raffaella Carrà. L’artista, 78 anni, è spenta oggi pomeriggio al termine di una malattia di cui il pubblico non era stato messo volutamente a parte. Niente era trapelato dalla famiglia e dagli amici strettissimi, unici coinvolti nel suo calvario personale.

Grandezza

La grandezza è rara. Negli ultimi cinquant’anni diverse artiste italiane si sono fatte un nome anche all’estero. Tutte estremamente dotate, eccellenti nel loro ambito professionale, molte ricche di fascino, bellezza e intelligenza. Ma a Raffaella Carrà in particolare potremmo senza esitazione attribuire la “grandezza”. Per parafrasare una frase famosa dello scrittore William Somerset Maughan ne “La diva Julia”. Perché questo è stata Raffaella Carrà agli occhi di molti italiani e dei colleghi nella sua lunga ed eccezionale carriera televisiva. Una grande artista.

Carriera

Raffaella showgirl, cantante, ballerina, attrice, conduttrice, autrice televisiva ed icona di stile () È stata la diva più versatile del piccolo schermo in Italia. Definita anche “la regina della televisione italiana”, la Carrà è stata presente nei palinsesti televisivi a partire dagli ultimi anni ’60 fino ad oggi. Una delle poche star nostrane a riscontrare grandi successi anche all’estero, soprattutto in Spagna. Ha venduto oltre 60 milioni di dischi. Sono stati 22 i dischi di platino e d’oro. Nel 2020 – in piena emergenza Covid-19 – il quotidiano inglese “The Guardian” l’ha incoronata sex symbol europeo. L’ha definita “l’icona culturale che ha insegnato all’Europa le gioie del sesso”. Merito soprattutto del “Tuca tuca”, il ballo con movenze sexy che ruppe i tabù nella Rai targata DC. Per le sue canzoni ironiche e lievemente trasgressive è stata anche una stella per il mondo gay. Addio Raffaella, difficilmente il pubblico italiano – e non solo – ti dimenticherà.