Londra
(foto Gerd Altmann da Pixabay)

Dalla mezzanotte del 19 luglio il premier inglese, Boris Johnson, ha decretato il libera tutti dalle restrizioni anti Covid. Al contrario in Francia il presidente Macron ha imposto il green pass e in Italia si va avanti con prudenza

È l’ora del ‘Freedom day’ a Londra, deciso dal premier Boris Johnson e criticato da parte dell’opinione pubblica. Ma la gente è talmente felice che sia giovani che meno giovani si sono riversati nei locali allo scoccare della mezzanotte scorsa. A Londra la temperatura di 21 gradi, alta per il periodo, ha permesso a molti di passare la notte all’aperto e tra un locale e l’altro. In città solo i trasporti pubblici hanno mantenuto l’obbligo di indossare la mascherina al chiuso. Per volere non del premier ma del sindaco Sadiq Khan, che ha imposto le proprie regole. Invece, all’aperto non c’è mai stato un vero obbligo di protezione, nemmeno durante il lockdown. Alla fine Johnson ha preferito la strada della serena convivenza con il virus, forte della massiccia campagna di vaccinazione, peraltro ancora in atto. In Gran Bretagna le persone vaccinate con una sola dose sono 46 milioni e con due 36 milioni, su un totale di 66 milioni di abitanti.

Brexit

La Gran Bretagna così va di nuovo per una strada diversa dal Continente europeo, dal quale si è staccata anche in materia politico-economica con la Brexit. In Europa la Francia di Macron ha da poco messo in piedi un piano di restrizioni ferree, a partire dall’obbligo di vaccinazione per gli operatori sanitari entro e non oltre il 15 settembre 2021. Senza dimenticare il green pass necessario per svolgere tutte le principali attività quotidiane. E in Italia? Questa volta, a differenza dell’inizio della pandemia nel febbraio 2020, lo stivale d’Europa resta a guardare quello che fanno gli altri. Mentre anche da noi continua la campagna vaccinale alla ricerca degli indecisi, con 61 milioni di persone vaccinate al 19 luglio 2021. Di queste quasi 35 milioni con la prima dose e un totale di 27 milioni di vaccinati anche con la seconda.

Italianità

Non c’è per la verità una ricetta univoca che si possa utilizzare tutti insieme nel mondo per prevenire, o meglio contenere, i nuovi casi. È chiaro anche dai dati estivi in aumento anche in Italia (2072 nuovi contagi al 19 luglio, 7 decessi con in risalita anche i ricoveri e le terapie intensive), che il Covid non ci vuole lasciare in pace. E come ha dichiarato il primo ministro inglese a un certo punto, dobbiamo imparare a conviverci. Ma con prudenza, aspettando che il virus diventi endemico e non sia più temibile di una banale influenza. Continuando la campagna di vaccinazione anche tra i più giovani e gli indecisi. Esempio da seguire – di un’italianità fai da te – il medico romano che vaccina sulle spiagge. Il dottor Marcello Pili ha già vaccinato 1300 dei suoi 1600 pazienti, con un metodo personale ed efficiente: in giro in moto per le spiagge della capitale a convincere la gente con “le parole giuste”. Adesso è a caccia dei più scettici e dei più giovani. Questi ultimi sono i più responsabili e disponibili alla vaccinazione. Una volta raggiunti, non solo il medico di famiglia romano riesce a vaccinarli, ma spiega loro perché, anche dopo due dosi di vaccino, è bene mantenere le misure sanitarie di contenimento.

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