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(foto Gerd Altmann da Pixabay)

Il rischio inflazione è dietro l’angolo. Preoccupa i governi per l’efficacia delle politiche post-pandemia, le Borse e anche il sistema agroalimentare. “I mercati delle commodity agri-food sono attraversati da un generale stato di volatilità e tensione dei prezzi”, rileva Filippo Bertuzzi, senior analyst di Areté. E ciò è dovuto “in larga misura alla ripartenza, in alcuni frangenti impetuosa, dei consumi cinesi”. Areté è una società indipendente di ricerca, analisi e consulenza economica specializzata nei settori dell’agricoltura, del food e dei mercati connessi.

Cereali

In particolare, rimarca l’esperto, “i mercati agri-food che più di altri hanno mostrato ripercussioni sono cereali, semi oleosi ed oli vegetali. Ma le tensioni sono presenti anche in altri comparti: latte e derivati, zucchero (nelle quotazioni internazionali dei mercati finanziari), caffè e legumi”. Tensioni anche su cacao e uova, mentre il mercato della frutta secca ha subito meno oscillazioni di prezzo. In ragione di stock ancora elevati e di outlook sulle produzioni spesso positivi. “Tuttavia – segnala Bertuzzi -, anche qui occorre fare attenzione. Perché, e parliamo di mandorle, nocciole, pistacchi e uva passa, la ripartenza dei consumi può innescare rialzi di prezzo improvvisi. In generale, tutti i mercati che non hanno ancora mostrato rialzi importanti, potrebbero rivelarsi bombe a orologeria nei prossimi mesi”.

Cina

A guidare la ripartenza della domanda globale dell’agri-food è sicuramente la Cina. Nel primo trimestre Pechino ha acquistato all’estero (in gran parte dagli Usa con la risoluzione della guerra dei dazi) 6,7 milioni di tonnellate di mais, più del quintuplo rispetto allo stesso periodo del 2020. Il boom si spiega con le carenze che si stanno verificando sul mercato interno cinese. Le scorte strategiche sono esaurite, proprio mentre la domanda è tornata a decollare, con gli allevamenti di maiali che hanno superato l’impatto di un’ondata di febbre suina. La Cina ha anche raddoppiato le importazioni di grano e aumentato quelle di semi di soia. La ripresa dei consumi si segnala anche in Europa e negli USA, grazie alle campagne vaccinali e all’allentamento delle misure di restrizione.

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