Usa 2020 Biden vs Trump
(foto it.wikipedia.org)

Nel ventesimo anniversario dell’11 settembre 2001, il giorno dell’attacco alle Torri gemelle, una data che cambiò il mondo, l’America si è scoperta ancora divisa.

L’ex presidente Donald Trump ha rigettato infatti l’invito all’unità interna lanciato ieri dall’attuale inquilino della Casa Bianca, Joe Biden, nel discorso per il ricordo delle tremila vittime dell’attentato organizzato da Bin Laden, e anzi ha colto l’occasione dell’anniversario per attaccare politicamene il suo successore definendolo “inadatto e incompetente”. Soprattutto, nelle critiche del tycoon, per l’ingloriosa fuga degli americani dall’Afghanistan (una ritirata peraltro voluta e patrocinata proprio da lui allo scadere del suo mandato, con gli accordi di Doha).

Trump non ha mai amato celebrazioni come quella svoltasi oggi a Ground Zero e anche stavolta non si è smentito: la sua presenza non è prevista in nessuno dei luoghi dove si svolgono le cerimonie e stasera, questo è sicuro, commenterà per una Tv un incontro di baxe tra ex-campioni del ring. Ma oggi, in più, l’ha buttata in politica rifiutando la mano tesa di un Biden convinto invece che l’unità è possibile in America perchè “è fondamentale, essenziale per la prosperità del paese, per la sua sicurezza nazionale”. Parole che oggi ha fatto sue la vice-presidente Kamala Harris.

Nel giorno che ricorda quello venti anni fa che cambiò la storia Biden ha presenziato, prima a Ground Zero, e poi al Pentagono e in Pennsylvania, i quattro luoghi degli attentati, alla commemorazione dell11 settembre cui hanno partecipato anche Bill Clinton e Barak Obama.

A sorpresa, accogliendo il suo appello all’unità, una mano gliela ha data George W. Bush, presidente repubblicano all’epoca degli attentati. “Siamo orgogliosi del nostro Paese ferito”, ha detto Bush partecipando alla cerimonia in corso a Shanksville, Pennsylvania il luogo dove si schiantò il volo 93 della United Airlines, dopo la reazione dei passeggeri che cercarono di fermare i terroristi. “Molte persone hanno fatto fatica a capire perchè la gente odiava l’America. C’è stato uno shock nel vedere l’audacia del male ma anche gratitudine nell’eroismo e nella dignità che l’ha contrastato. Dopo l’11 Settembre i nostri militari hanno difeso la nostra nazione, voi siete stati il volto della speranza portata in luoghi oscuri. A voi, che avete dato la vita, il nostro Paese sarà sempre grato”. Secondo Bush, quando si parla di “unire il Paese” i giorni dell’11 settembre sembrano lontani. I pericoli, infatti per l’ex-presidente, non arrivano solo da fuori, ma anche dall’interno: “C’è una lieve sovrapposizione fra gli estremisti violenti fuori dai confini e quelli in casa che, nel loro disdegno per il pluralismo e la vita, sono figli dello stesso spirito ed è nostro compito combatterli”.