Salvini processo
da profilo FB

“Ci attaccano perché diamo fastidio al sistema. Io non ho mai commentato la storia del figlio di Grillo o dei parenti di Conte… E’ un attacco alla Lega a cinque giorni dal voto”.

Così Matteo Salvini è tornato sul caso di Luca Morisi, suo fidato consigliere, amico ed ex-guru-manager della campagna social della Lega – si è dimesso una settimana fa – indagato dalla procura di Verona per una storia di droga. Con la sua squadra, che gli avversari politici hanno soprannominato ‘la Bestia’, Morisi ha contribuito non poco all’aumento dei consensi intorno al leader del Carroccio. Ora il leader leghista si sente sotto attacco e parla di “schifezza mediatica” sulla vicenda di Morisi, un “capro espiatorio”, “un amico che ha sbagliato ma al quale tendo la mano per rialzarsi”.

Parlando con i giornalisti a Milano Salvini non ha evitato neanche le domande su Giorgetti che ha ‘bocciato’ in pratica alcune candidature del centrodestra per le comunali, compreso Michetti a Roma, arrivando a lanciare anche in un endorsement per il competitor Calenda. Il leader della Lega ha tagliato corto per non alimentare divisioni col suo numero 2 ma il messaggio è arrivato chiaro: “Non ho molto tempo per leggere le interviste, poi ho visto che Giorgetti ha smentito. A Roma Michetti è una persona competente e per ripartire bisogna farlo dalle periferie e non dai salotti di Calenda… Roma è Tor Bella Monaca, Rebibbia, è Ostia. Roma è stupenda ma è stata trascurata in questi anni di Pd e 5 Stelle”.

“Le vicende private e personali non le commento. Di nessuno – ha aggiunto tornando sul caso Morisi – né degli avversari né degli amici. La stessa procura dice sostanzialmente che non c’è reato, quindi giudizi morali non ne do. Ma la lotta contro ogni tipo di droga è la mia ragione di vita. Non sarò mai a favore del consumo della droga, della liberalizzazione, della legalizzazione, della distribuzione di nessun tipo di droga. E chi la usa sbaglia”. E ancora “il fango sparso in queste ore, verrà smaltito e poi a chiedere scusa so già che saranno in pochi: permettetemi però di dire che in un Paese normale – visto che di indagini sulla Lega e su di me, ne avete fatte a decine e sono finite in nulla – sto ancora aspettando di sapere dove sono i rubli di Putin, gli amici mafiosi di Siri, gli errori dei nostri parlamentari. Tutto è finito in nulla”.

Come Salvini si augura finisca la storia di Morisi: “Se, come mi auguro, non ci sarà nessun reato a carico di una persona infamata, aspetterò – temo invano – le scuse di qualcuno. Rispetto quello che dicono i giudici. La procura parla di fatto banale, senza che ci siano altri precedenti e di un eventuale consumo personale, che condanno e sempre condannerò. Se poi settimana prossima uscirà, come sono convinto, che il dottor Luca Morisi non ha commesso alcun reato, chi gli restituirà la dignità? Se tutti attaccano la Lega – ha concluso Salvini – è perché siamo gli unici che diamo fastidio a un sistema, che vuole portare indietro l’Italia”.