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lunedì, 3 Ottobre 2022

Polonia, in piazza per difendere l’adesione all’UE

Polacchi in piazza per dimostrare il loro sostegno all’Unione europea. Le manifestazioni da Varsavia a Cracovia, a Poznan arrivano dopo che la Corte costituzionale polacca aveva stabilito la prevalenza delle leggi polacche su quelle dell’UE. Il primato del diritto sovranazionale è un preliminare requisito per l’adesione all’Unione. Il timore che si va diffondendo i Polonia è quello di un’uscita del paese dall’Europa. Le recenti scelte anti-Bruxelles corrispondono alla linea imposta dal partito conservatore-sovranista al potere a Versavia, il di Jaroslaw Kaczynski. In particolare, sono state approvate norme che sottopongono la magistratura, compresi i giudici della Corte suprema, al potere politico. La Commissione europea ha aperto diverse procedure d’infrazione contro Varsavia.

“Siamo Europa”

La folla che si è radunata domenica nelle principali città della Polonia sventolava bandiere polacche e dell’UE. Hanno cantato l’inno nazionale e scandito slogan come: “Restiamo” e “Noi siamo Europa!”. I critici del partito di governo PiS affermano che la Corte è piena di suoi uomini ed è quindi illegittima. I manifestanti che vogliono rimanere nell’UE e temono che i loro figli crescano al di fuori dell’Europa. Il principale leader dell’opposizione del paese, Donald Tusk, ex presidente del Consiglio UE, ha partecipato alle proteste. “Vogliamo una Polonia indipendente, rispettosa della legge, democratica ed equa – ha detto Tusk -. Il posto della Polonia è in Europa. Vinceremo, perché siamo la maggioranza”.

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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