Meloni
(foto da it.wikipedia.org; fonte quirinale.it)

Roberto Fiore ha acceso la campagna elettorale, non tanto quella per i ballottaggi, che paiono scontati, almeno a Roma. Con Gualtieri che senza inutili, non voluti aiutini, avrebbe preso comunque almeno quanto i voti dei Sala a Milano. Dopo le violenze neofasciste e l’annunciata marcia della sinistra a Roma che vuole sfilare alla vigilia del ballottaggio contro l’antifascismo, prenderà forse anche qualche punto in più. A meno che il tutto non abbia un effetto boomerang.Tra l’altro la manifestazione insensata di Forza Nuova e’ stato un autogol politico, oltre che l’esecrazione generale, per gli atti vandalici. Il governo non cambierà le regole. Ed il vaccino non può diventare un discrimine politico se non in teste malate. Ma la vera novità e’ che il Pd va oltre, vorrebbe cancellare la Meloni per legge. Si’ non solo le organizzazioni neofasciste, per le quali e’ stata presentata una mozione della sinistra, con la destra che propone invece di abolire tutte le associazioni estremiste, anche quelle di sinistra, ma il tiro e’ ben più alto, il Pd vorrebbe cancellare la Meloni e Fratelli d’Italia mettendoli fuori dall’arco costituzionale, magari pure per legge. Insomma si torna alla sinistra che da’ le patenti di democrazia, dopo il famoso arco costituzionale ideato da Ciriaco DeMita che congelo’, per decenni i voti del MSI. Ripescati solo da Silvio Berlusconi. Ora il vicesegretario del Pd, non smentito da Letta, chiede che la Meloni venga messa al bando. Più che la campagna per i ballottaggi sembra essere partita già la caccia al Quirinale. Ma poi arriveranno le politiche dov’è si tireranno i conti.