Draghi
(foto governo.it)

Un successo, anche se non completo per le sedie vuote dei leader di Russia e Cina, la riunione del G20 sulla gravissima crisi economica e soprattutto umanitaria dell’Afghanistan, svoltasi oggi in videoconferenza e voluta fortemente dalla presidenza italiana.

Il premier Draghi, che ha pilotato il vertice, ha parlato di una riunione “soddisfacente e fruttuosa” e minimizzato le assenze di Vladimir Putin e di Xi Jinping. Il presidente del Consiglio ha elencato i risultati raggiunti ed ha preferito guardare avanti definendo “essenziale” la presenza dei due leader, oggi assenti, alla riunione del G20 che si terrà in presenza a Roma, a fine ottobre. “Che io sappia – ha detto – l’assenza di Putin e Xi non era dovuta a motivi particolari di politica estera”.

Hanno partecipato e sono intervenuti invece tutti gli altri protagonisti del club dei 20, da Joe Biden al presidente indiano Modi, al presidente turco Erdogan. Secondo Draghi c’è la consapevolezza che l’emergenza umanitaria in Afghanistan è gravissima, un’emergenza a fronte della quale il vertice ha messo in luce “una grande disponibilità ad agire”: “C’è stata sostanzialmente una convergenza di vedute sulla necessità di affrontare questa l’emergenza umanitaria in modo unificato attraverso un mandato delle Nazioni unite, di tipo generale, per il coordinamento della risposta e per agire anche direttamente” ha spiegato Draghi. Ma c’è un ma: per raggiungere questo obiettivo bisognerà avere contatti con i talebani, “ma ciò non significa – ha aggiunto il premier – un loro riconoscimento. Bisogna prendere atto che sono stati gudicat per ciò che hanno fatto, non per ciò che hanno detto”.

Nel corso della riunione è stato toccato da tutti i partecipanti il problema dei diritti delle donne, e della necessità di garantire loro il diritto all”istruzione. Su questi temi, ha sintetizzato Draghi, “Non si può tornare indietro di 20 anni”. L’Ue ha annunciato un miliardo di euro in aiuti alla popolazione afghana. “Dobbiamo fare tutto il possibile per evitare un grave collasso umanitario e socio-economico in Afghanistan. Dobbiamo farlo in fretta” ha detto la presidente della commissione Ursula von der Leyen secondo cui la situazione nel paese si sta deteriorando mettendo centinaia di migliaia di afghani a rischio con l’inverno in arrivo. “Siamo stati chiari sulle nostre condizioni per qualsiasi impegno con le autorità afgane, compreso il rispetto dei diritti umani”, ha spiegato von der Leyen. “Ma il popolo afghano non deve pagare il prezzo delle azioni dei talebani”