“Criticità si, a Roma come a Milano e Trieste, ma nessuna strategia della tensione”.

Così la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese si è difesa tanto alla Camera quanto al Senato dalle accuse della destra – Lega e Fratelli d’Italia – di aver ‘permesso’ l’assalto alla sede della Cgil da parte dei neofascisti di Forza Nuova e di aver avallato in qualche modo, negli incidenti di Roma, Milano e Trieste, una sorta di ‘strategia della tensione’ (copyright della Meloni che ha fatto riferimento agli anni Settanta), insomma un piano studiato per danneggiare la parte politica avversa alla vigilia dei ballottaggi.

Quando a Montecitorio la titolare del Viminale, interrotta più volte dalle contestazioni della parte destra dell’emiciclo, ha respinto “fermamente” l’ipotesi dell’esistenza di una strategia della tensione, dai banchi dei deputati di Fratelli d’Italia e della Lega si sono levate grida “Dimettiti, dimettiti”. Un copione in gran parte annunciato che più tardi si è ripetuto al Senato dove Matteo Salvini non ha esitato ad attaccare duramente la ministra parlando di “figuraccia mondiale” e invitando la Lamorgese ad assumersi le sue responsabilità.

Lo scontro tra Fratelli d’Italia e Lega da una parte e la ministra dell’Interno dall’altra si è concentrato principalmente sull’assalto alla Cgil e sugli scontri e gli incidenti a Milano e Trieste con centri sociali, portuali e no-pass. Nell’informativa sui fatti e misfatti dei giorni scorsi la ministra si è difesa dalle accuse del partito della Meloni e dei leghisti di aver in qualche modo “assecondato” e “accompagnato” lo spostamento dei neofascisti di Forza Nuova da piazza del Popolo alla sede della Cgil in Corso d’Italia e quindi di aver oggettivamente agevolato l’assalto condotto dal vice capo di FN, Castellino, senza aver fatto nulla per impedirlo dal momento che l’irruzione e la devastazione della sede sindacale erano state chiaramente annunciate dal palco in piazza un’ora prima proprio da Castellino (“Ora andiamo a prenderci la Cgil”). La Lamorgese ha ammesso delle “criticità” nella gestione dell’ordine pubblico ma, come detto, ha respinto “fermamente” l’ipotesi che dietro questi incidenti e nel comportamento della polizia esista un piano, orchestrato non si sa da chi, come quello evocato dalla leader di FdI. A proposito poi della ‘matrice fascista’ degli scontri di Roma, alla Camera il capogruppo FdI Francesco Lollobrigida ha chiesto polemicamente alla titolare del Viminale a quale ‘matrice’ dovevano essere attribuiti gli incidenti di Milano provocati da centri sociali e anarchici. E perchè la ministra non ne aveva fatto parola…