Berlusconi
(foto da profilo FB S. Berlusconi)

Sul centrodestra pende il pendolo, con il pozzo vicino, in concomitanza con l’elezione del nuovo capo dello Stato. Celebre la novella di Edgard Allan Poe, dove un pendolo oscilla ossessionante su un prigioniero, pronto a squarciarli Il petto. Poi si libererà ma le pareti incandescenti della cella lo spingono verso il pozzo. Alla fine viene viene salvato da un generale francese. Ora nella coalizione che ha caratterizzato l’Italia negli ultimi trent’anni, insieme ovviamente al suo rivale, il centrosinistra, ci sono malumori, manovre, con Forza Italia spaccata, con l’ala dei ministri sempre più filo Draghi, che vuole più centro. Ma quale centro? Il confine tra i due schieramenti e’ si’ sottile ma determinante per il governo del paese. Se vuoi stare con Renzi e Calenda devi comunque virare a sinistra. Mai loro faranno il contrario. Nel tutto si agita l’ambizione di Berlusconi, galvanizzato da un’assoluzione al Ruby ter (anche se sono in piedi sullo stesso argomento altri due processi) di diventare capo dello Stato. Il Cav e’ un politico astuto, ma come possa pensare di arrivare al Quirinale, e’ un mistero della politica, che però prende tutti, sinistra compresa. L’unica possibilità, e forse non basterebbe, sarebbe quella di sciogliere il centrodestra dopo averlo creato e di consegnare, dopo avere preso i loro voti per il Quirinale, Salvini e Meloni, al pendolo con lui nella parte delle pareti infuocate. Però il rischio di bruciare tutti insieme e’ molto alto. Ma poi come dovrebbe presentarsi alle elezioni Forza Italia, sempre che non venga travolta dai troppi maneggi? Da sola? Morta… Insieme a Renzi e Calenda? Impossibile, nessun eletttore di Forza Italia voterebbe per Renzi e e nessun renziano voterebbe per Forza Italia. Nessuno di sinistra voterebbe i vari Bruneta e Gelmini che agitano le acque. In Italia il centro non esiste, almeno elettoralmente, anche se poi chi vince di fatto si posiziona al centro. Insomma una maggioranza Draghi senza Daghi non esiste, almeno che lui non scenda in campo direttamente. E se vorrà fare il Presidente della Repubblica, probabile elezione al primo turno, con buona pace di Berlusconi che allora si attribuirebbe il ruolo di King maker dello stesso Draghi.