Novara Shoah
(foto da profilo FB Comunità di Sant'Egidio Novara)

Novara perbene e democratica è scesa in piazza numerosa per dire no all’indegna mascherata anti-Shoah dei no vax. Una mostruosa strumentalizzazione dell’Olocausto da parte dei cosiddetti oppositori del Green Pass e dei vaccini, già protagonisti dell’assalto squadrista contro la CGIL a Roma. Un resoconto della manifestazione popolare promossa dalla Comunità Ebraica di Vercelli, Biella, Novara, Verbano-Cusio-Ossola e dalla la Comunità di Sant’Egidio Piemonte si trova su “Moked”, il portale dell’ebraismo italiano.

Violenza

Riportiamo una sintesi delle parole di Rossella Bottini Treves, presidente della Comunità ebraica di Vercelli. “Soprattutto vorrei ringraziare la società civile, che a Novara e non solo ha manifestato in maniera forte il proprio sdegno. Rappresenta l’humus necessario sul quale far crescere l’antidoto al virus dell’ignoranza di fatti storici e del mancato e dovuto rispetto nei confronti delle vittime dei lager”. Per Bottini Treves “non si può accostare una tematica come quella del Green Pass al filo spinato dei lager. Perché si commette un’ulteriore violenza nei confronti delle vittime. Come ha ben detto Liliana Segre, sono stati fortunati a non dover vivere sulla propria pelle ‘quella’ discriminazione, ‘quella’ negazione di libertà e ‘quelle’ aberranti pagine della Storia”.

Scioccante

Per la presidente della Comunità ebraica la Shoah è uno “scioccante unicum storico”. “Le casacche a righe dei prigionieri dei lager non possono e non devono essere utilizzate in un improbabile paragone rispetto a presunte libertà negate nell’attuale emergenza sanitaria. Ognuno di noi ha il dovere civile, oltre che morale, di essere responsabile nei confronti della salute propria e del prossimo”. La comunità ebraica è presente a Vercelli sin dal XV secolo. Ne rimane a testimonianza la Sinagoga nell’area dell’antico ghetto, inaugurata nel 1874. Un’altra sinagoga del ‘700 si trova a Biella. Numerose le vittime dell’Olocausto in tutta l’area. Drammatica la strage nazista di 57 ebrei dell’autunno 1943, che coinvolse nove località nei dintorni del Lago Maggiore, tutte nella allora provincia di Novara. L’eccidio fu raccontato da Carlo Lizzani nel film “Hotel Meina”.