Migranti Polonia Bielorussia
(foto schermata da TG3 Rai)

La crisi migranti al confine tra Polonia e Bielorussia sembra una trappola anti-UE. A tenderla due leader ultra sovranisti e autoritari uniti in un paradossale intreccio. Il bielorusso Alexander Lukashenko cerca disperatamente di sopravvivere a se stesso e il polacco Mateusz Morawiecki vuole mandare un messaggio nientemeno che a Vladimir Putin. Il capo super-nazionalista polacco ha una vera ossessione per Mosca e fa di tutto per portare Unione Europea e Russia ai ferri corti.

Desperados

I due ‘satrapi’ per raggiungere i loro scopi hanno deciso di soffiare sul fuoco di una presunta invasione di qualche migliaio di desperados. Al di là delle sparate propagandistiche e degli schieramenti di truppe, la situazione viene descritta bene da monsignor Giancarlo Perego, presidente della Commissione per le Migrazioni della Conferenza Episcopale Italiana: “La situazione dei migranti al confine tra Bielorussia e Polonia ha del paradossale. Dall’una e dall’altra parte si usano i migranti per interessi politici”. Monsignor Perego scandisce: “Nessuno parla di chi siano queste persone. Quale sia il loro volto, la loro storia. Da entrambi le parti c’è solo un rifiuto o uno sfruttamento. Ancora una volta i migranti sono le sole vittime”.

Nebbia

Parole lucide, che vanno oltre il concitato affannarsi delle cancellerie. Morawiecki fa finta di attaccare Lukashenko e urla di bloccare voli e di imporre nuove sanzioni alla Bielorussia. In realtà denuncia un presunto ruolo della Russia dietro la crisi migratoria e invoca nuove sanzioni europee contro Mosca. In realtà il nuovo ‘europeismo’ di Morawiecki è fuorviante. “Bruxelles – scrive su Repubblica Tonia Mastrobuoni – ha offerto per l’ennesima volta il suo totale sostegno, chiedendo di poter mandare Frontex a presidiare il confine. Ma Varsavia ha declinato l’offerta, preferendo mantenere nella nebbia una delle aree più pericolose d’Europa”.

Gas

Il Cremlino respinge le accuse della Polonia: “Consideriamo del tutto irresponsabili e inaccettabili le dichiarazioni del primo ministro polacco”, ha dichiarato il portavoce di Putin, Dmitri Peskov. Intanto Angela Merkel ha telefonato a Putin, che ha suggerito di discutere la questione attraverso “il contatto diretto tra UE e Minsk”. E il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, ha rilevato: “La Bielorussia ha già ripetutamente suggerito di fare consultazioni alla frontiera, per risolvere questi problemi sulla base del diritto internazionale”. Mosca conferma la via maestra del negoziato e non ascoltarla potrebbe rivelarsi non particolarmente saggio per l’UE, proprio quando Gazprom ha ricominciato a pompare più gas nei depositi europei. Una buona notizia rispetto al rischio di bolla dei prezzi e di un inverno difficile. Immediatamente il prezzo del gas è sceso di quasi il 20%.