Quirinale, la partita a poker di Mattarella, Draghi e Berlusconi. Se il centrosinistra piange, il centrodestra non ride

Dicevano tutti o quasi, che per il capo dello Stato bisognava aspettare la scadenza per parlarne. Ma ormai politica e media sono tutti proiettati su quei primi giorni di gennaio. C’è anche chi crede che neppure il discorso di Mattarella del 31 gennaio, per i tradizionali auguri agli italiani svelerà tutto. Tra i dem c’è un palpabile sconforto. Infatti nessuno nel Parlamento balcanizzato può imporre un proprio candidato. Ma i dem hanno sempre avuto un loro uomo al Quirinale, visto che il centro destra non ha mai avuto la maggioranza a al momento decisivo, nonostante le tante vittorie elettorali. E Mattarella comunque, anche se ha dimostrato imparzialità, è da loro ritenuto un loro uomo. L’unico a cui forse affidarsi in una elezione così difficile. Ma Mattarella dice di no, non però un no netto. Non basta l’affitto di una casa né il sostenere che sarebbe meglio non ricorrere alla rieleggibilità e magari abolire il semestre bianco. Occorrerebbe un no secco, che non è arrivato e magari non arriverà mai, perché al Quirinale piace andare o rimanere a tutti. Cosa avrebbe dovuto dire Mattarella? Sì sono disponibile ad un nuovo mandato, poi tutto da decidere nei tempi, magari con vittoria del centrosinistra passare la mano ed invece con una vittoria del centrodestra rimanere per il bene del Paese. E’ ovvio che per una sua rielezione vorrebbe una sorta di plebiscito. Che però non pare che serva al centrodestra, che si ritiene indispensabile per la elezione del nuovo inquilino del Colle. E se il centrosinistra piange, il centrodestra non ride. Cosa può fare? La candidatura di Berlusconi appare più un bluff che una reale possibilità, anche se il Cav un po’, ma appenò un po’ ci crede. Forse la sua reale aspirazione è di essere nominato senatore a vita, dal Senato dal quale fu cacciato, dopo avere fatto da king maker sulla scelta per il Colle. E’ in gioco una grande partita a poker, tutti con le carte ben coperte, con Draghi silenzioso che pure lui aspetta lumi. Quello che pare in chiaro è che tutto si risolverà alla prima votazione, solo con Draghi od un Mattarella bis, oppure si andrà molto a lungo. Lo stesso Cav non può presentarsi alla prima votazione, tema bruciatura definitiva. Infatti dovrebbe avere almeno tutti i voti del centrodestra. Cosa che più che improbabile appare impossibile. I suoi giochi, se ci saranno, potranno iniziare solo dalla quarta votazione in poi.

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Franco Riccio Tabassi
Franco Riccio Tabassi
Giornalista parlamentare classe 1948. Già funzionario della Tirrenia, entra all’AGI nel 1971, responsabile prima del Senato e poi della redazione Politica-parlamentare come capo redattore. Ha lavorato, per un breve periodo a radio Montecarlo, nel Principato, alle news politiche ed ha a lungo collaborato con Mediaset. E’ stato anche consigliere per l’informazione dei ministri socialisti Fabio Fabbri e Salvo Andò. Laureato in giurisprudenza con 110, ha sempre praticato sport. E’ stato pugnile dilettante. Passione auto, la Porsche e la barca,Tornado 38. Insieme a Gianfranco Eminente (direttore) ha fondato nel 2013 l’agenzia in 20righe, della quale è il condirettore.

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