(foto di Mufid Majnun su Unsplash)

Si chiama Omicron il nuovo “preoccupante” nemico sul fronte della pandemia da Covid.

E’ il nome della nuova variante del virus SarsCoV2 individuata in Sudafrica che l’Oms ha battezzato con un’altra lettera dell’alfabeto greco. Una variante, secondo le prime informazioni, potenzialmente contagiosissima che dal Sudafrica in appena 48 ore è già sbarcata in Europa (in Belgio) dopo essere passata per Hong Kong e Israele, per nulla frenata dal blocco dei voli provenienti da sette paesi dell’Africa Australe subito decretato dall’Europa e dagli Usa.

Sulla variante Omicron ancora non si sa molto, a parte il fatto che nel suo genoma ci sono una trentina di mutazioni della proteina Spike che potrebbero teoricamente aumentarne la trasmissibilità e la capacità di eludere gli anticorpi. Di certo c’è la massima attenzione con cui da parte dei governi di tutto il mondo si guarda a Omicron (B.1.1.529 il vero nome). In Italia il ministro della Salute, dopo aver disposto il blocco dei voli provenienti dai paesi dell’Africa Australe, ha fatto sapere che sulla nuova variante il governo ha scelto la linea della “massima prudenza”. Da parte sua la Pfizer si è detta in grado di produrre un vaccino su misura per la nuova variante “in tre mesi”.

Un’altra certezza è che i mercati temono – eccome! – Omicron e prevedono frenate nella ripresa post-pandemica, tanto è vero che in attesa di saperne di più le borse europee hanno fatto registrare perdite rilevantissime: in questo venerdì nero – che più ‘black friday’ di così non poteva essere – sono stati bruciati 390 miliardi di capitalizzazioni. Ma se i mercati europei hanno chiuso mediamente con perdite tra il -3 e il -5%, Wall Street non è stata da meno ed è caduta in picchiata: Dow Jones ha perso il 2,52% a 34.900 punti, il Nasdaq il 2,23% a 15.491 punti e l’S&P 500 il 2,26% a 4.595 punti. Chi tiene i conti e guarda allo ‘storico’ della borsa di New York non ricorda un black friday con una tale flessione almeno dal 1950.