Russia Putin
(foto profilo Twitter President of Russia)

Da Varsavia a Kiev, da Washington a Riga non manca chi soffia sul fuoco di una rinnovata tensione tra Russia e Ucraina. Dalla riunione dei ministri degli Esteri NATO a Riga, il segretario generale dell’Alleanza atlantica, Jens Stoltenberg, ammonisce: “Qualsiasi futura aggressione russa contro l’Ucraina avrebbe un prezzo elevato e avrebbe gravi conseguenze politiche ed economiche per la Russia”. Stoltenberg ha affermato che sono all’esame “sanzioni economiche, sanzioni finanziarie, reazioni politiche” contro Mosca e altre iniziative “rapide” per sostenere Kiev.

Bugie

Rincara la dose il ministro della Difesa lettone, Artis Pabriks, che all’emittente tedesca DW dice: “Mi vergogno che ci siano solo pochi paesi che negli ultimi cinque anni sono stati effettivamente disposti a sostenere l’Ucraina anche militarmente”. Un clima da Guerra Fredda, che Mosca non intende alimentare. “La Russia non ha intenzione di attaccare l’Ucraina e le affermazioni su un possibile attacco sono bugie”, ha rimarcato Valentina Matviyenko, portavoce del Consiglio della Federazione, la Camera alta dell’Assemblea federale della Russia. Secondo Matviyenko, Kiev paventa la minaccia esterna, “per distogliere l’attenzione dalla terribile situazione economica e sociale” dell’Ucraina. C’è poi chi nella NATO e altrove vorrebbe che le relazioni russo-ucraine si deteriorassero ulteriormente. Ma “né i cittadini russi né i cittadini ucraini vogliono queste tensioni. Siamo fratelli. Siamo stati insieme per così tanti anni”.

Ambasciatori

Nel corso di un incontro con i nuovi ambasciatori accreditati a Mosca, il presidente russo, Vladimir Putin, ha ribadito la volontà di determinare “una situazione calma e stabile. Non richiediamo condizioni speciali per noi stessi. Comprendiamo che qualsiasi accordo dovrebbe tenere conto degli interessi della Russia e di tutti gli stati euro-atlantici”. Mosca è interessata a costruire un’interazione costruttiva e lo sviluppo di una cooperazione internazionale equa rimane l’obiettivo principale della politica estera russa. Putin ha chiarito: “Nell’ambito del dialogo con gli Stati Uniti e i suoi alleati, insisteremo su accordi concreti, che escludano ogni possibile espansione della NATO a est. E il dispiegamento di qualsiasi arma che ci minacci e sia schierata nelle vicinanze del territorio russo. Suggeriamo di avviare colloqui dettagliati su questo tema”.

Garanzie

Il presidente russo ha anche espresso la sua preoccupazione per il comportamento di alcuni Paesi, che continuano a fomentare tensioni. E “ricorrono a tutti i tentativi per frenare il nostro sviluppo, per esercitare pressioni sotto forma di sanzioni e per alimentare le tensioni alle nostre frontiere”. In questo quadro “le garanzie giuridiche sono esattamente ciò di cui la Russia ha bisogno. Perché i colleghi occidentali non sono riusciti a rispettare i loro precedenti impegni verbali”.