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sabato, 28 Maggio 2022

Nella calza della Befana, chiediamo la ripresa green aspettando Kunming 2022

La calza della Befana apre un anno ancora difficile. Il Covid-19 non ci ha lasciato con il brindisi di fine anno. Ci ricorda proprio il WWF Italia che il 2021 doveva essere l’anno che ci avrebbe traghettato fuori dalla pandemia. Quello della transizione ecologica, della ripresa green indotta dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), della conferenza sul clima e sulla biodiversità. L’anno della riforma delle politiche agricole con attenzione a salute e ambiente, con la stipula di un accordo globale contro l’inquinamento da plastica. Infine, nel 2021 gli accordi di Parigi si sarebbero dovuti trasformare in patti per fermare il cambiamento climatico e la perdita di biodiversità, terrestre e marina. La verità, oggi, è che i ritardi accumulati rischiano di avvicinarci ad un pericoloso game-over, oltre il quale anche le migliori intenzioni non potranno più fermare l’irreversibilità dei processi.

Calamità

Ci lasciamo alle spalle un 2021 complicato e non risolto. Ci servirebbe proprio, dunque, un bell’aiuto dalla Befana 2022. Abbiamo subito gli effetti della crisi climatica e ambientale: incendi, ondate di calore, alluvioni, riduzione delle produzioni agricole e siccità. Calamità che hanno un unico comune denominatore: lo sconvolgimento del clima e la distruzione degli ecosistemi naturali. La stagione degli incendi boschivi del 2021 – ad esempio – ha coinvolto più continenti. A metà dell’anno solare, queste calamità sono state maggiori rispetto agli anni precedenti. Le ondate di calore hanno rafforzato l’intensità e la portata degli incendi, da una parte all’altra del globo terrestre. Cipro, Grecia e Francia sono gli Stati più colpiti in Europa. Ma poi anche Australia, Canada, Messico e Stati Uniti hanno dovuto affrontare  ‘wildifires’ che hanno distrutto milioni di acri di territorio verde. Tanto che, Stati Uniti e Canada non sono stati in grado di fornirsi aiuto reciproco come negli anni precedenti.

Incendi

Nell’aprile 2021, si prevedeva che la stagione degli incendi boschivi in ​​Nord America sarebbe stata grave a causa delle condizioni record di siccità e delle alte temperature primaverili in Occidente. A maggio, oltre il 75% degli Stati Uniti occidentali ha sperimentato condizioni di siccità. Con il 21% di questi territori che hanno riportato addirittura condizioni estreme, con totale mancanza di umidità sul terreno. In Arizona, nei primi quattro mesi dell’anno si sono verificati 311 incendi boschivi, rispetto ai 127 dello stesso periodo del 2020. Nel luglio 2021, la foschia causata dai pulviscoli incendiari sulla costa occidentale ha colpito le città della costa orientale, grazie alla portata dei venti.  L’inquinamento da particolato ha causato una cattiva qualità dell’aria fino nel New Hampshire. Secondo il National Interagency Fire Center, un totale di 48.725 incendi hanno bruciato più di 6,5 milioni di acri negli Stati Uniti solo nell’anno 2021. 

Italia

Il WWF Italia ha tracciato il bilancio dell’anno che è appena finito, marcando la sintesi delle buone notizie del 2021 per clima e ambiente. Nonostante tutto. Intanto in Italia la trasformazione è appena incominciata non senza difficoltà e indecisioni politiche. Ci vorrà ancora più coraggio per intraprendere con chiarezza la strada della decarbonizzazione dell’economia per raggiungere la neutralità climatica nel 2050. Obiettivo indicato dall’Unione Europea con l’abbattimento del 55% delle emissioni di gas serra a partire dal 2030. Sono ancora troppo modesti i fondi per realizzare interventi diffusi per la conservazione delle specie naturali. L’obiettivo è tutelare entro il 2030 il 30% del nostro territorio e dei nostri mari, come previsto dalla Strategia Europea per la biodiversità.

Impegno

A livello internazionale cominciamo dalla COP 26. Da Glasgow esce rafforzato il limite di 1,5°C al riscaldamento globale, e vengono presi importanti impegni volontari tra alcuni Paesi, tra cui la “Beyond Oil & Gas Alliance” (BOGA). Il Portogallo dice addio al carbone con 9 anni di anticipo. Il Parlamento Europeo ha approvato la Strategia UE “Biodiversità 2030” e la Strategia “Farm to Fork”.  Impegni che fissano importanti obiettivi per la tutela delle terre e dei mari entro il 2030 e per la transizione ecologica dell’agricoltura, nonostante il no delle lobby contrarie. Sempre in attuazione del Green Deal 2030 la Commissione Europea il 17 novembre 2021 ha presentato la nuova strategia: “Raccogliere i benefici di suoli sani per le persone, il cibo, la natura e il clima”.

Kunming

In tutto il mondo, non solo in Europa, è cresciuta la consapevolezza e l’impegno sui temi ambientali.  Lo stesso WWF in occasione del vertice ONU sui sistemi alimentari (UNFSS – UN Food Systems Summit), ha presentato un report sull’impatto degli allevamenti intensivi su clima e biodiversità. Presentando le soluzioni per una transizione ecologica del settore alimentare. Il 2021 doveva essere l’anno in cui l’umanità si era ripromessa di prendere impegni decisivi per fermare la drammatica scomparsa di specie ed ecosistemi. Qualcosa si è mosso, come l’iniziativa “Nature Compact” dei Paesi del G7. La “Dichiarazione di Kunming” della Cop15 ha dato un forte impulso alla salvaguardia della biodiversità rispondendo alla richiesta di un ‘obiettivo globale per la natura’. Costruire un futuro in armonia con la natura è il goal da perseguire per tutti i Paesi che volontariamente vorranno impegnarsi. Appuntamento di nuovo a Kunming in Cina in aprile 2022. Befana permettendo.

Oriana Mariotti
Oriana Mariotti
Giornalista pubblicista dal 1997. Esperta di comunicazione a 360° ha partecipato alla nascita di Virgilio.it (Matrix), ex manager Gruppo Fiat e Gruppo L’Espresso. Laureata in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università di Roma LUMSA.

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