(foto Egiglia da commons.wikimedia.org)

Il centrodestra si mostra unito e al termine di un vertice tra Berlusconi, Salvini e Meloni nella residenza romana del Cavaliere indica il nome del fondatore e presidente di Forza Italia per la corsa al Quirinale che parte a Montecitorio il 24 gennaio.

La riunione a Villa Grande si è conclusa con una nota che conferma ufficialmente la candidatura, esattamente quello che Berlusconi chiedeva ai suoi alleati ai quali sollecitava per l’occasione una manifestazione di lealtà, senza sbavature o distinguo. Il Cavaliere viene ritenuto dunque da Salvini e Meloni la “figura adatta” per ricoprire l’alta carica “con l’autorevolezza e l’esperienza che il paese merita e gli italiani attendono” ma allo stesso tempo viene invitato “a sciogliere la riserva”, il che fa pensare che non sia la nota finale del vertice di questo pomeriggio a costituire l’ultimissima parola di Fi, Lega e FdI nel puzzle del Quirinale.

Si lascia a Berlusconi l’ultimo passo, un Berlusconi impegnatissimo nello ‘scouting’ tra i Grandi elettori. Toccherà a lui confermare o meno la sua candidatura sulla base dei contatti e dei conteggi finalizzati alla ricerca di quel centinaio di voti che ancora mancano, a lui e al pallottoliere del centrodestra, per eleggere il capo dello stato (505 voti dalla quarta votazione). Senza contare che, nel caso l’operazione reclutamento non riuscisse, Berlusconi – trasformandosi da candidato a kingmaker – potrebbe essere lui a fare il ‘gran gesto’ indicando il nome di un candidato del centrodestra per il Colle.

Definitiva o meno la posizione del centrodestra sul Quirinale, le reazioni di Pd e M5s sono arrivate subito: tutte negative, come era normale aspettarsi. Dal Pd filtrano “delusione” per il merito e “preoccupazione” per le implicazioni che questa scelta potrebbe avere”. “Ripeto quello che ho sempre detto, il candidato deve essere unitario e non divisivo. Non deve essere un capo politico, ma una figura istituzionale” ha detto gelido Enrico Letta commentando l’indicazione di Berlusconi candidato al Quirinale per il centrodestra. Un no netto da Giuseppe Conte che parla di una candidatura di parte quando invece serve una personalità ampiamente condivisa. Per il presidente M5s se il centrodestra insiste su Berlusconi “il fronte progressista dovrà proporre una candidatura diversa”.

 

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