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domenica, 25 Settembre 2022

“Zampino o Zampetti” sulla strategia del Mattarella-bis. Unica reale alternativa era Draghi

Certo con il senno del poi le analisi sono più semplici. Anche se erano stati in molti, tra i politici Enrico Letta, a prevedere il finale. Al di là della girandola di nomi proposti da Salvini, da ultimo dallo stesso segretario dem con la Belloni, la partita si è giocata fin dall’inizio tra Mattarella e Draghi, che disponevano di truppe sotto traccia. Anche i voti a salire di Mattarella, se in parte erano spontanei, in buona parte sono stati organizzati, razionalizzati in vista del traguardo finale. Anche gli ormai famosi scatoloni, che per altro erano vuoti, e la tanto citata casa in affitto, appaiono come una bella ed efficace coreografia. Che per il Colle ci sia stato uno zampino, o meglio uno Zampetti, che ha diretto la macchina quirinalizia, lo spiega in un’intervista a Libero, Michela Biancofiore, deputata di Coraggio Italia. “Vicino a Mattarella hanno lavorato molto bene affinché ci fosse la conclusione che poi c’è stata con gli scatoloni fotografati a favore di telecamere. Era tutto organizzato. Chapeau. Siamo noi a non averlo capito”. Su chi abbia agito dietro le quinte, la deputata narra: ”Chi ha tirato le file di tutta l’operazione sono stati due o tre politici che sono stati allevati, non è un caso, nella nidiata di Ugo Zampetti, quando era segretario generale della Camera, e che sono quelli che in modo ingeneroso e inopportuno, hanno bocciato la candidatura di autorevoli personalità”. I nomi? ”Di Maio, Renzi, Speranza, per citarne alcuni. Non a caso Di Maio e’ considerato uno dei vincitori della partita del Colle e bisogna dargli atto della sua straordinaria capacità politica”.

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