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venerdì, 14 Giugno 2024

“Le sentenze si rispettano”. Sul caos M5s interviene Grillo e invita tutti al silenzio

“Le sentenze si rispettano” scandisce Beppe Grillo intervenendo sulla decisione del Tribunale civile di Napoli che ha sospeso in via cautelare la nomina di Giuseppe Conte a presidente dei pentastellati facendo piombare nel caos il Movimento. L’unico che poteva intervenire sulla delicatissima vicenda, nella sua qualità di co-fondatore e garante M5s, era l’ex-comico. E così è stato. In un post su Facebook Grillo, che sembra si appresti a scendere a Roma, ha invitato tutti al silenzio – consegna subito rispettata da tutti gli esponenti grillini, anche da Di Maio – e a non fare mosse avventate, come – sembra di capire – l’immediata ripetizione del voto online sulle delibere bocciate dai giudici, quella sul nuovo statuto e l’altra sulla nomina dell’ex-premier a Leader. Per parte sua lui, Grillo, promuoverà un confronto interno “anche con Conte” (che ieri, a caldo, aveva detto che la sua leadership era politica e non dipendeva dalle carte bollate). Ecco, testuale, il post di Grillo su Facebook, un post che Conte si è affrettato a condividere: “La situazione, non possiamo negarlo, è molto complicata. In questo momento non si possono prendere decisioni avventate. Promuoverò un momento di confronto anche con Giuseppe Conte. Nel frattempo, invito tutti a rimanere in silenzio e a non assumere iniziative azzardate prima che ci sia condivisione sulla strada da seguire”. Se oggi Conte e Di Maio tacciono, poteva Matteo Renzi lasciarsi sfuggire l’occasione di commentare il caos che scuote i Cinquestelle? Ecco il suo tweet: “Il professor Conte ha scritto lo Statuto dei Cinque Stelle con la stessa chiarezza con cui scriveva i Dpcm: il risultato è l’esplosione del Movimento. E questa volta non c’è stato nemmeno bisogno di combatterli: hanno fatto tutto da soli #StelleCadenti”.

Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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