Bocciato il referendum sull’eutanasia, domani la Consulta decide sugli altri sette

Bocciato il referendum sull’eutanasia legale.

I quindici giudici della Corte costituzionale riuniti in camera di consiglio per esaminare e decidere sull’ammissibilità di otto referendum tra i quali i sei sulla giustizia hanno dichiarato “inammissibile” quello sulla ‘dolce morte’ promosso dall’associazione Luca Coscioni.

In attesa del deposito delle motivazioni della sentenza l’ufficio stampa della Consulta ha fatto sapere che la Corte ha ritenuto inammissibile il quesito referendario “perché, a seguito dell’abrogazione, ancorché parziale, della norma sull’omicidio del consenziente, cui il quesito mira, non sarebbe preservata la tutela minima costituzionalmente necessaria della vita umana, in generale, e con particolare riferimento alle persone deboli e vulnerabili”. Nel quesito proposto dai promotori del referendum si chiedeva appunto l’abrogazione parziale dell’articolo 579 del codice penale, l’omicidio del consenziente, che punisce con la reclusione da sei a quindici anni chi procura la morte di una persona con il suo consenso. Nel caso fosse stato dichiarato ammissibile non sarebbe stata punibile l’eutanasia attiva se compiuta nelle forme previste dalla legge sul consenso informato e il testamento biologico, e in presenza dei requisiti introdotti dalla sentenza della Consulta sul caso Cappato. Proprio Cappato ha commentato la decisione della Corte affermando che “si tratta di una brutta notizia, per la democrazia e per il paese” ed ha aggiunto che “la battaglia continuerà”.

Per il segretario dem Enrico Letta “la bocciatura da parte della Corte costituzionale del referendum sull’eutanasia legale deve ora spingere il Parlamento ad approvare la legge sul suicidio assistito, secondo le indicazioni della Corte stessa”. “Sono dispiaciuto, la bocciatura di un referendum non è mai una buona notizia” ha detto il segretario della Lega, Matteo Salvini. Domani la Consulta dovrebbe esprimersi sui sei referendum sulla giustizia e su quello relativo alla cannabis.

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Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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