Crisi Donbass: Draghi, stiamo definendo con UE sanzioni alla Russia. Borse in ripresa

“Voglio esprimere la mia più ferma condanna per la decisione del governo russo di riconoscere i due territori separatisti del Donbass”. Parole ferme del presidente del Consiglio, Mario Draghi, sugli sviluppi della crisi tra Mosca e Kiev. Per Draghi “si tratta di un’inaccettabile violazione della sovranità democratica e dell’integrità territoriale dell’Ucraina. Sono in costante contatto con gli alleati per trovare una soluzione pacifica alla crisi ed evitare una guerra nel cuore dell’Europa. La via del dialogo resta essenziale, ma stiamo già definendo nell’ambito dell’Unione Europea misure e sanzioni nei confronti della Russia”.

Di Maio

Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, terrà un’informativa sulla crisi nel Donbass domani prima nell’aula del Senato, alle ore 12, e poi alle 16 alla Camera. Piazza Affari ha recuperato in chiusura dopo un nuovo avvio al ribasso provocato dall’aggravarsi della situazione nel Donbass. La situazione di incertezza spinge gli investitori a restare cauti. In ripresa anche le altre principali Borse, a partire da Wall Street. Secondo gli analisti di Barclays “la volatilità resterà”, ma il rischio Ucraina potrebbe già essere stato prezzato dai mercati. In passato i ribassi legati a conflitti militari “hanno avuto vita breve”, dalla Guerra del Golfo a quella in Iraq, dall’11 Settembre all’annessione della Crimea. Molto più serio e con larga possibilità duraturo l’impatto dello Per il broker britannico “shock energetico”.

Sanzioni

Di Maio è a Parigi per il Consiglio Europeo dei ministri degli Affari Esteri, che dovrà dare il via libero politico alle sanzioni nei confronti della Russia. “Il riconoscimento russo delle due Repubbliche autoproclamate del Donbass – sostiene il capo della Farnesina – è inaccettabile e l’Italia è assolutamente convinta nel procedere sulla strada delle sanzioni. Continueremo a lavorare in stretto coordinamento con i nostri partner europei e con i nostri alleati”. Per Di Maio “quanto accaduto è un gravissimo ostacolo a una soluzione diplomatica, che continueremo a ricercare attivamente. L’Italia continua a sostenere l’integrità e la piena sovranità dell’Ucraina nei suoi confini internazionalmente riconosciuti. Rivolgiamo un appello a tutte le parti, perché si ritorni al tavolo negoziale nei formati appropriati, nella convinzione che iniziative unilaterali allontanano il raggiungimento di condizioni di stabilità e sicurezza. Siamo in costante contatto con i partner europei e atlantici per coordinare la risposta”.

UE

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e quello del Consiglio europeo, Luis Michel, sostengono che le sanzioni dovranno “prendere di mira coloro che sono stati coinvolti nella decisione illegale”. Nonché “le banche che stanno finanziando operazioni militari russe e di altro tipo in quei territori”. Così come “la capacità dello Stato e del governo russi di accedere ai mercati e ai servizi finanziari e dei capitali dell’Ue, per limitare il finanziamento di politiche aggressive che alimentano l’escalation”. Netta anche la presa di posizione del segretario Pd, Enrico Letta: “La scelta di Putin di riconoscere il Donbass è inaccettabile. Italia e Ue devono condannarla. Si chieda all’Europa di assumere le decisioni più forti. La legge del più forte non può scrivere i confini tra gli Stati. Non possiamo tollerarlo”.

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Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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