Biden, sanzioni “devastanti”. Aeroporti e l’area di Chernobyl occupati dai soldati di Putin

La guerra di Putin in Ucraina per “de-militarizzare” e “de-nazificare” il paese, come ha detto lo ‘zar’ del Cremlino, sta facendo registrare centinaia di vittime tra i soldati ucraini e tra i civili quando ancora non sono passate 24 ore dall’inizio dell’attacco.

Un attacco che ha stretto il paese e la capitale Kiev in una morsa sviluppata dalle truppe russe. Un’operazione militare via terra, mare e cielo: dal Donbass a Est, dalla Crimea a Sud e dalla Bielorussia al Nord che non sembra lasciare scampo all’esercito ucraino. I russi hanno colpito decine di installazioni militari con missili e artiglieria in varie parti del paese. Nelle ultimissime ore le forza armate di Putin hanno occupato due aeroporti nei dintorni di Kiev, stretto d’assedio Odessa e preso possesso della centrale nucleare di Chernobyl dove, accanto ai reattori spenti dopo la tragedia, si combatte intorno ad un deposito al cui interno sono stoccate 200 tonnellate di scorie nucleari. Ma la reazione internazionale non si è fatta attendere: la Nato – domani il summit – ha fatto sapere che difenderà l’Ucraina incrementando la sua presenza militare nei paesi dell’Alleanza confinanti con il paese aggredito; i 27 paesi dell’Unione Europea, all’unanimità, hanno annunciato un pacchetto di sanzioni importanti destinate a colpire economicamente la Russia (se ne saprà di più al termine del vertice straordinario in presenza a Bruxelles, stasera, presente Draghi); identico annuncio dal vertice dl G7; il premier britannico Johnson ha deciso di bloccare l’attività delle banche russe in GB e interdetto i voli dell’Aeroflot negli scali del Regno Unito. Mobilitati sulla stessa linea degli alleati occidentali il Canada, il Giappone e l’Australia.

Il presidente americano Joe Biden ha fatto un passo in più ed ha minacciato la Russia, se non si fermerà, di diventare il bersaglio di sanzioni che ha definito “devastanti” per “un attacco premeditato e senza giustificazioni”, mentre un migliaio di soldati americani di stanza in Italia saranno spostati verso i paesi baltici della Nato. Tutti, nelle stesse ore, hanno chiesto a Putin di fermare l’attacco che ha portato la guerra nel cuore dell’Europa ma la risposta del presidente russo è stata ancora una volta negativa e anche sprezzante: l'” operazione militare speciale” in Ucraina cui Mosca è stata “costretta” (“Non avevamo altra scelta” ha detto testualmente Putin) durerà il “tempo necessario” per de-militarizzare e de-nazificare il paese al fine di proteggere dal “genocidio” i filo-russi “costretti a subire vessazioni da otto anni”. Beccandosi così la risposta del presidente ucraino Zalenskij che lo ha paragonato a Hitler… Putin si è detto comunque “aperto al dialogo” e disposto a incontrare Zalenskij. Un incontro che, secondo il presidente russo, dovrebbe portare a de-militarizzare il paese e a stoppare qualunque iniziativa di Kiev finalizzata all’adesione del paese alla Nato. Un ultimatum più che un’offerta di dialogo. Intanto anche in Russia, oltre che in diverse capitali del mondo, si registrano manifestazioni di dissenso rispetto all’attacco russo all’Ucraina. Nonostante la vigilante attenzione della polizia centinaia di piccole manifestazioni di pacifisti anti-Putin si sono sviluppate in varie parti dello sterminato paese. Centinaia, naturalmente, anche le persone arrestate.

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Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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