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domenica, 29 Maggio 2022

Ucraina, giornata di bombe e forse di trattative dietro le quinte. Sfregiato il memoriale dell’Olocausto di Babyn Yar

Giornata di bombe, drammatiche quelle contro la torre della TV a Kiev, più che di negoziati ufficiali. Dall’Ucraina prevalgono le immagini di guerra. Si spera che i colloqui, se non di pace almeno di cessate il fuoco, siano proseguiti dietro le quinte. Paradossale poi che, mentre Putin parla di guerra per “denazificare” l’Ucraina, le bombe russe abbiano colpito il memoriale dell’Olocausto di Babyn Yar.

Massacri

Il luogo che ricorda uno dei più grandi massacri della storia dell’Olocausto, quello compiuto tra il 29 e il 30 settembre 1941 dai nazisti e dai collaborazionisti, in cui trovarono la morte 33.771 ebrei di Kiev. Il ministro degli Esteri israeliano, Yair Lapid, ha affermato: “Chiediamo la conservazione e il rispetto di questo luogo sacro”. Israele riparerà tutti i danni provocati al luogo simbolo. Bombe russe sono cadute anche su piazza della Libertà, nel centro di Kharkiv, provocando la morte di almeno 10 civili. Intanto, un chilometrico convoglio di veicoli corazzati russi continua ad avanzare su Kiev.

Bunker

Da un bunker segreto della capitale ha parlato il presidente Volodymyr Zelensky: “L’Ucraina combatterà con la massima decisione, ma non può da sola fare la guerra contro la Russia”. Quanto ai colloqui per un percorso di pace, ha sottolineato: “Se entrambe le parti sono pronte significa che pronti per la pace”, altrimenti “significa solo che si sta perdendo tempo. Vedremo se loro sono pronti”. Secondo il Pentagono dopo sei giorni le forze russe non hanno ancora preso il controllo dei cieli dell’Ucraina.

Morale

L’invasione procede molto più lentamente del previsto, dovendo far fronte a carenze di forniture. Secondo quanto funzionari USA hanno riferito all’agenzia AFP, intere colonne militari russe sono rimaste “senza benzina” e “le truppe stanno iniziando a rimanere senza”. Il morale tra i militari, prevalentemente di leva sarebbe molto basso. “Apparentemente non tutti erano addestrati a dovere e non erano consapevoli che sarebbero stati inviati in un’operazione di combattimento”.

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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