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mercoledì, 1 Febbraio 2023

Mosca apre il fronte occidentale. Kiev denuncia, Minsk potrebbe attaccarci stasera

Mentre le truppe russe aprono il fronte occidentale attaccando, e per la prima volta dall’inizio della guerra, la parte ovest dell’Ucraina, un territorio ai confini con la Polonia e quindi con l’Ue e la Nato, Kiev lancia un allarme: la Bielorussia potrebbe attaccare l’Ucraina stasera, precisando anche l’ora, le 21 ora locale (le 20 in Italia).

La denuncia è del Centro ucraino per le comunicazioni strategiche e la sicurezza delle informazioni. Questo l’allarme: “le truppe di Minsk (alleato di Mosca, Putin ha ricevuto oggi il presidente Lukashenko, ndr) – potrebbero essere coinvolte nell’invasione di stasera”. Con quali motivazioni? Secondo Kiev l’invasione sarebbe la risposta di Minsk ad presunto raid aereo partito dall’Ucraina e che, sempre secondo Kiev, sarebbe stato pianificato dalla Russia. Il ministero della Difesa bielorusso però ha già smentito l’attacco con un comunicato ufficiale, nessun attacco e nessuna bomba.

Bombe invece sono cadute su Lutsk, nel nord-ovest del paese, città presa di mira dai russi forse per interrompere il flusso di aiuti militari dell’Europa a Kiev. Le esplosioni a Lutsk sono avvenute vicino all’aeroporto e tutti i cittadini sono stati invitati dal sindaco a mettersi al riparo. Bombe anche su Dnipro, città dell’entroterra sul fiume Dnepr, colpita una fabbrica di scarpe forse per un errore di mira di un missile russo. Altre esplosioni vicino ad un asilo e ad un condominio. Mosca ha confermato alcuni attacchi, si è trattato di bombardamenti di lungo raggio e ad alta precisione contro altrettanti piccoli aeroporti. Da parte ucraina c’è grande preoccupazione per il temuto attacco alla capitale stremata per l’assedio ma pronta a resistere strada per strada e per la situazione ormai veramente drammatica a Mariupol. Denunciato anche un raid russo contro l’istituto di fisica e tecnologia di Kharkiv, sede di un reattore nucleare sperimentale.

Nelle stesse ore aspro confronto alle Nazioni Unite per le accuse mosse dalla Russia all’Ucraina e agli Usa che, secondo Mosca, collaborerebbero per lo sviluppo e l’impiego di armi chimiche e biologiche. Tanto gli Usa quanto Kiev le hanno respinte. Zelensky ha replicato negando che nel suo Paese si fabbrichino armi chimiche e dicendosi preoccupato che si tratti di un pretesto per condurre attacchi con armi proibite: “Se vuoi conoscere i piani della Russia, guarda cosa la Russia accusa gli altri di pianificare” ha detto.

Il tutto in un quadro di guerra che si va deteriorando, con il riposizionamento del grosso delle truppe russe forse per preparare l’attacco a Kiev, e che non registra passi avanti della diplomazia anche se, su questo aspetto, Vladimir Putin è andato controcorrente: ha fatto sapere che sui negoziati con l’Ucraina “ci sono alcuni sviluppi positivi, come mi hanno riferito i nostri negoziatori”. Ma la situazione sul terreno non cambia e le condizioni dello ‘zar’ del Cremlino per far cessare l’invasione sono sempre quelle: annessione della Crimea e neutralità dell’Ucraina per allontanare la Nato dai confini russi. In serata Mosca ha fatto diffondere una notizia inquietante: ci sarebbero 16mila volontari provenienti da vari paesi del Medio Oriente pronti ad essere arruolati per combattere nel Donbass.

Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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