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domenica, 22 Maggio 2022

Più gas dall’Algeria, Draghi: “Così rispondiamo a Mosca”

Nove miliardi di metri cubi di gas algerino in più da subito e per il prossimo biennio.

Si comincia ad aumentare il nostro import fino ad arrivare nei prossimi due anni ad incrementare in modo significativo la quota delle nostre importazioni energetiche dall’Algeria (che ora coprono il 31% del nostro fabbisogno).

E’ una prima concreta risposta a Mosca (da dove importiamo il 40% del nostro fabbisogno) per ridurre la nostra dipendenza. Questo il risultato della missione di Mario Draghi, Luigi Di Maio e Stefano Cingolani oggi ad Algeri, accompagnati dall’ad dell’Eni Descalzi. “L’Algeria è il primo partner italiano nel continente africano e i nostri scambi commerciali sono in forte crescita. Oggi rafforziamo la nostra cooperazione. I nostri governi hanno firmato una Dichiarazione d’Intenti sulla cooperazione bilaterale nel settore dell’energia” ha spiegato il premier italiano nel corso della visita finalizzata proprio alla chiusura dell’accordo sul gas. Ne arriverà di più tramite il gasdotto Transmed e grazie all’accordo, anche questo sottoscritto oggi, tra Eni e Sonatrach, l’azienda di stato algerina per il gas e il petrolio. La cooperazione tra i due Paesi dovrà concentrarsi anche sul rafforzamento nelle rinnovabili.

“Subito dopo l’invasione dell’Ucraina, avevo annunciato che l’Italia si sarebbe mossa con rapidità per ridurre la dipendenza dal gas russo. Gli accordi di oggi sono una significativa risposta a questo obiettivo strategico, ne seguiranno altre. Il governo vuole difendere i cittadini e le imprese dalle conseguenze del conflitto” ha aggiunto Draghi.

Per rendere l’Italia meno dipendente dall’energia russa, il governo è impegnato della diversificazione degli approvvigionamenti. Così, aveva annunciato Di Maio, avremo un modo per “fronteggiare gli eventuali ricatti dalla Russia sul gas”. Il riferimento è alla richiesta del Cremlino di pagare il gas in rubli, cosa che l’Italia e gli altri paesi europei anno definito come una violazione dei trattati e degli accordi economici firmati da Mosca. “Siamo in ritardo: come paese dovevamo diversificare molto prima. Ma abbiamo tanti partner e amici nel mondo. Nell’ultimo mese e mezzo sono stato in Algeria, Qatar, Angola, Congo, Mozambico e Azerbaigian, tutti questi Paesi si sono detti disponibili ad aumentare le forniture energetiche all’Italia e questo ci renderà un Paese più indipendente dai ricatti” aveva detto Di Maio.

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