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mercoledì, 6 Luglio 2022

Conte in pressing su Draghi: “Non faccia la comparsa, si muova, dica no all’escalation militare”

Draghi esca dall’immobilismo sulla guerra in Ucraina, si muova, “non faccia la comparsa”, chiarisca se è per il dialogo o per l’escalation militare.

E’ un Giuseppe Conte all’attacco del premier quello intervistato dal direttore di Repubblica Maurizio Molinari a ‘Metropolis’, il podcast quotidiano del gruppo Gedi. L’ex-premier e attuale leader dei Cinquestelle va in pressing su chi lo ha sostituito a palazzo Chigi: “Draghi deve riferire qual è il suo impegno, quali sono gli sforzi diplomatici che sta portando avanti per porre fine a questa guerra. Ed è auspicabile che lo faccia in Parlamento”. “Si esprima contro il rischio di una escalation militare. Assolutamente, lo pretendo – dice con enfasi – a nome dei cittadini che rappresento e del M5s, perchè se il nostro obiettivo è evitare la distruzione delle città, le carneficine e la recessione economica abbiamo il dovere di parlare ai nostri alleati, di non recitare un ruolo da comparsa”.

Conte è preoccupato non solo per l’invio “indeterminato” di armi all’Ucraina ma anche dalle notizie che parlano di contrattacchi di Kiev in territorio russo. “Il problema – sottolinea l’ex-premier – non è la tipologia di armi ma l’indirizzo politico. Stiamo chiedendo ai cittadini un sacrificio. Dobbiamo chiarire se c’è una controffensiva in territorio russo perché l’escalation militare è dietro l’angolo. Noi non siamo per armi sempre più letali, questo è per il M5S un passaggio molto sofferto. Se dobbiamo garantire all’Ucraina sostegno per la legittima difesa, dobbiamo stare attenti all’escalation militare con un Paese che ha seimila testate nucleari…”.

Il tema delle armi fornite a Zelensky (in Parlamento i grillini hanno votato a favore, ndr) permette a Conte di togliersi qualche sassolino dalla scapa nei confronti del Pd, l’alleato, che – afferma- lo ha insultato come mai il centrodestra. Sul no all’invio indeterminato di armi all’Ucraina Conte dice di non voler superare il Partito democratico a sinistra, ma di voler restare sulla linea del buonsenso e “il buonsenso non è né di destra né di sinistra”. E poi: “Sono rimasto molto dispiaciuto con il Pd per quanto riguarda il riarmo. Anche se ora sembra che le cose siano cambiate per loro, ma rimasi male che mi abbiano attaccato in modo scomposto con frasi ingiuriose. Da persone con cui lavoro da tempo non me lo sarei aspettato. Non mi hanno insultato dal centrodestra ma dal Pd. E per centrodestra non parlo di Fdi, loro armerebbero anche i panda”.

Poi l’intervista a Retequattro del ministro degli Esteri Lavrov che il segretario del Pd Enrico Letta ha definito “un’onta per l’Italia”. Ecco, diciamo che Conte è stato più tenero, pur definendo le parole di Lavrov “inaccettabili”: “Avrei però adottato qualche cautela in più per evitare che ci fosse una propaganda russa e avrei contestato qualche passaggio durante la sua intervista. Noi siamo molto delusi dalla Russia, in quanto abbiamo sempre cercato di mantenere un dialogo, nonostante abbiamo sempre rinnovato le sanzioni, per non isolarla dalla comunità internazionale” ha commentato l’ex-premier.

Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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