Mara Carfagna disegna a Sorrento il nuovo Sud. Ma non dà corda a chi la vorrebbe leader della destra pro-Draghi

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Carfagna
(foto account FB M.Carfagna)

“Ho voluto ‘Verso Sud’ per mostrare e implementare tutte le opportunità del nostro Sud. I risultati ci sono stati, sono notevoli e incoraggiano a proseguire su questa strada”. Alla fine della due giorni di Sorrento, organizzata con The European House Ambrosetti, Mara Carfagna è soddisfatta. La ministra per il Sud e la coesione territoriale assicura: “Dimenticatevi il Sud che avete visto fino ad ora. Oggi inizia un’altra stagione”.

Continuità

Una stagione con il marchio PNRR e con la necessità della “continuità. Senza continuità – ammonisce Carfagna – perderemmo fondi, progetti e credibilità di fronte agli occhi dell’opinione pubblica”. La presenza a Sorrento delle più alte cariche dello Stato, a cominciare da Mattarella e Draghi, testimonia secondo l’esponente di Forza Italia “l’attenzione e l’assunzione di responsabilità nei confronti di 20 milioni di italiani per troppo tempo lasciati indietro. Stiamo costruendo un Sud nuovo, più giusto, moderno, efficiente ed europeo. Che può essere motore della ripartenza italiana”. L’entusiasmo di Carfagna contagia i partecipanti al forum. Il premier Mario Draghi osserva: “La storia economica del dopoguerra è più complessa rispetto a come la raccontano i pregiudizi” sulle “politiche pubbliche per il Meridione” rappresentate “come una successione di sprechi e fallimenti”.

Tela

Ora l’attenzione è sul PNRR e per Draghi si deve “procedere velocemente con l’agenda delle riforme concordata con l’Ue”. Per “non perdere accesso ai finanziamenti e superare le fragilità strutturali che hanno rallentato la crescita dell’Italia e del Sud”. Progetti e volontà di risultati che, secondo Repubblica, Consentono a Mara Carfagna di tessere “una tela che non è ancora chiaro dove la porterà, ma vanta già un ordito robustissimo. Da sfruttare quando sarà il momento”. Il leader di Azione, Carlo Calenda, incalza la ministra e parla della necessità di “un terzo polo di responsabili e pragmatici per spaccare queste coalizioni. Possibilmente con Draghi dopo Draghi”. Parole e ricostruzioni di stampa che inducono Giorgia Meloni a colpire di fioretto: “Confido che rimettere al centro il Sud sia l’obiettivo dell’evento e non quello che ricostruiscono alcuni giornali oggi”.

Limite

Carfagna blocca subito i boatos su quelle che Repubblica descrive come “le ambizioni” della ministra di farsi “leader della destra pro Draghi” e che non vuole morire sovranista. Alle schermaglie replica: “Sono una donna dello Stato: conosco benissimo il limite tra politica e istituzioni e lo rispetto”. Carfagna mette a tacere critici e potenziali adulatori: “Non utilizzo la presenza del Presidente della Repubblica, del presidente del Consiglio e del presidente della Camera per eventuali ambizioni personali”.

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