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mercoledì, 6 Luglio 2022

Draghi chiama Putin. Parlano di gas e grano ma sulla guerra “nessuno spiraglio di pace”

Draghi ha chiamato Putin. Nella lunga conversazione telefonica che il premier italiano nel primo pomeriggio si è sentito in dovere di avviare “per motivi umanitari” nel tentativo di sbloccare la ‘guerra del grano’, fermo sulle navi e nei depositi dei porti ucraini, Draghi e il presidente russo hanno parlato anche del gas e della guerra.

“Mosca – ha assicurato il capo del Cremlino secondo quanto riferito da Draghi – continuerà a fornire metano all’Italia in modo ininterrotto” confermando i contratti stipulati (ovviamente con pagamento in doppia valuta: euro e rubli…).

Ma sulla guerra scatenata dai russi contro Kiev il 24 febbraio scorso, non c’è stato nessun ammorbidimento: Putin deve essere stato categorico nel sostenere che Zelensky “deve rendersi conto della situazione e prendere atto della realtà” se Draghi, rispondendo ad una domanda specifica di un giornalista nella conferenza stampa a palazzo Chigi, ha detto secco di non aver visto “nessuno spiraglio di pace” nelle parole del leader russo. “No” è stata infatti la lapidaria risposta del premier.

Draghi invece non ha nascosto la speranza che sullo sblocco dei porti ucraini un qualche ragionamento capace di portare ad una collaborazione tra Mosca e Kiev per far partire le navi cariche di grano un passo avanti lo si possa fare per non affamare milioni di persone e per evitare una crisi alimentare mondiale. Ma è tutto appeso ad un filo sottilissimo, tenendo anche conto delle ultimissime dichiarazioni del presidente ucraino (“Non faremo concessioni territoriali. Non c’è alternativa, bisogna combattere e vincere”), di netta chiusura rispetto al paese invasore. Tutto appeso ad un filo, all’inizio del quarto mese di guerra, ed alla disponibilità del presidente russo che infatti, ha riferito Draghi, ha subito dato la colpa del blocco dei porti alle mine piazzate dagli ucraini (“ma messe lì da Kiev per evitare gli sbarchi dei russi”, ha chiosato il premier italiano) e sostenuto che è anche colpa degli occidentali che con le loro sanzioni impediscono ai russi di commerciare il loro grano. Quindi, secondo Putin, sblocco dei porti ucraini e del grano solo se l’Occidente revoca la sanzioni alla Russia. Un altro ostacolo allo sblocco dei porti sarebbe poi – se il discorso andasse avanti – quello delle garanzie da fornire a russi e ucraini per proseguire in sicurezza nello sminamento delle acque davanti ai porti del Mar Nero.

Nessuno spiraglio di pace sulla guerra in Ucraina con il corollario negativo della solenne bocciatura del piano di pace italiano da parte del ministro degli esteri russo Serghej Lavrov (“I politici seri che vogliono ottenere risultati e non sono impegnati nell’autopromozione di fronte al loro elettorato, non possono proporre questo genere di cose”).

Ma in politica interna qualche nuvola in meno sul cammino del governo Draghi. Il premier infatti si è detto “abbastanza sollevato” per l’accordo raggiunto con le forze politiche sulle concessioni balneari, il nodo del decreto concorrenza, con il rinvio ai decreti legislativi per la determinazione degli indennizzi ai vecchi concessionari, tema sul quale pressanti erano le richieste di Lega e Forza Italia, e sul calendario delle riforme da approvare entro l’anno per far arrivare i miliardi del Pnrr. “Ci si riuscirà, ne sono sicuro” ha detto Draghi chiudendo la breve conferenza stampa al termine del Cdm “e il governo andrà avanti”.

Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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