Grand Hotel delle alleanze, il via vai di chi entra e chi esce

0
Renzi e Calenda
(foto Official website of Ali Khamenei + UK in Italy-XXVII Pontignano Conference da it.wikipedia.org)

A 53 giorni dal voto, pressati dal calendario ravvicinato delle scadenze, i partiti si affrettano a definire quelle alleanze indotte dal Rosatellum che permettono di sperare nel migliore risultato il 25 settembre.

Gli ultimi accordi, in primis la decisione di Calenda di dire sì al Pd, aiutano il centrosinistra – Letta e lo stesso Calenda fanno mostra di crederci – a immaginare che la partita delle politiche non sia persa nei confronti del centrodestra, anche se i sondaggi continuano ad essere di tutt’altro avviso premiando il trio Meloni-Salvini-Berlusconi (un Berlusconi che via social pronostica per il 26 Settembre “l’inizio di un nuovo grande miracolo italiano”)

“La partita è aperta e la vinciamo noi” hanno risposto Letta e Calenda subito dopo la sigla dell’intesa.

Sono ore frenetiche in questo Agosto africano: nessuna meraviglia quindi se non si arresta il via vai di chi entra e chi esce dal Grand Hotel delle alleanze, la cui porta girevole partorisce ogni giorno nuove sorprese. Come le ultime: il sì di Calenda e Bonino all’accordo con i dem – grazie ad una generosa ripartizione dei collegi uninominali a favore di Azione e +Europa (70% al Pd, 30% a Calenda e Bonino) – ha irrigidito Verdi e Sinistra Italiana già pronti a salire sul carro del Nazareno per l’appuntamento elettorale. L’incontro di Bonelli e Fratoianni con Letta previsto oggi per chiudere l’intesa è stato spostato a domani. “Essendo cambiate le condizioni su cui abbiamo lavorato in questi giorni, sono in corso riflessioni e valutazioni che necessitano di un tempo ulteriore” dice una nota di Verdi e SI fotografando un serio malumore. Verdi e SI devono ‘riflettere’, dicono, per lo spostamento del Pd verso un centro liberista e atlantista che sarebbe rappresentato da Azione, e per il continuo richiamo di Letta e Calenda all’agenda Draghi, quell’agenda che Bonelli e Fratoianni certo non amano. E così intensificano i contatti con i Cinquestelle.

Conte, infatti, che va al voto da solo e sembra colto nei confronti del Nazareno dalla sindrome dell’abbandono, da una parte attacca a testa bassa il Pd che lo ha mollato, dall’altra vorrebbe sottrarre ai dem Verdi e Sinistra Italiana strizzando nel contempo l’occhio a Di Battista, così tanto per dimostrare che più a sinistra non c’è nessuno come il M5s. “In bocca al lupo alla grande ammucchiata” ha commentato con sarcasmo il leader Cinquestelle. Calenda va dunque col Pd sperando nella rimonta e di conseguenza molla Matteo Renzi con cui avrebbe dovuto costituire e rappresentare il centro, un terzo polo alternativo a centrodestra e centrosinistra. Il quadro attuale ora vede l’ex-premier fiorentino correre in solitaria con l’obiettivo di raggiungere quel 3%, la tagliola proporzionale del Rosatellum, che in funzione del risultato finale del 25 settembre potrebbe costituire quel pugno di voti, quella piccola percentuale necessaria per far vincere davvero la partita al centrosinistra. O almeno così la pensa il leader di Italia Viva.

In attesa di tempi migliori per Iv al momento resta il gelo tra Renzi e Letta. L’ex-premier ha rivelato cosa gli aveva detto il segretario dem in una brevissima telefonata e cioè che non voleva Italia Viva nella coalizione “perché pensava e pensa che gli facciamo perdere più voti di quanti ne guadagni. Questo è il massimo del dialogo che Enrico ha interpretato” ha detto Renzi.

E Di Maio? L’intesa Letta-Calenda prevede che nessun segretario di partito e nessun ex di FI e M5s possa essere candidato nei collegi uninominali, il Pd offre dunque un posto nei listini proporzionali della sua lista Democratici e progressisti “ai leader di partiti e movimenti che entreranno a far parte dell’alleanza”: il cosiddetto diritto di tribuna. L’opportunità può interessare chi guida forze che rischiano di non raggiungere il 3% e quindi di non avere eletti. In Transatlantico, il pensiero corre subito a Bruno Tabacci e Luigi Di Maio, fondatori di Impegno civico.

Nessun commento

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento!
Inserisci qui il tuo nome

Exit mobile version