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domenica, 25 Settembre 2022

Angola: verso le elezioni. A Luanda bagno di folla per il presidente Lourenço, che si candida al secondo mandato per il MPLA. Entusiasmo, canzoni e impegni per il futuro

Grande partecipazione ed entusiasmo sabato a Luanda alla manifestazione nazionale di chiusura della campagna elettorale del MPLA. Cittadini, simpatizzanti e militanti – si parla di oltre 700 mila persone – hanno accolto con un’ovazione il candidato presidente, João Lourenço. La mega manifestazione si è tenuta a Camama, lo stesso palcoscenico che il 23 luglio scorso aveva ospitato l’apertura della campagna. Luanda, capitale con oltre 8 milioni di abitanti, è il più grande centro urbano del Paese e quindi la più grande piazza politica dell’Angola. C’è grande attesa per il voto del 24 agosto.

Numero 8

A dominare a Camama i colori rosso, giallo e nero del partito e il numero 8, ovvero quello della collocazione sulle schede elettorali, all’ultimo posto tra le formazioni in lizza. Lourenço, “Jlo” per i suoi sostenitori, era accompagnato dalla moglie, Ana Dias Lourenço e dalla candidata alla vicepresidenza l’accademica Esperança Costa. Colonna sonora della manifestazione i ritmi kizomba, semba, afro house e kuduro, dei migliorie più popolari gruppi musicali angolani. Jlo, in un discorso durato quasi due ore, ha segnalato i progetti realizzati nel suo primo mandato e tracciato le novità che nel futuro avranno un impatto positivo diretto sulla vita di tutti gli angolani. “A nessuno al mondo – ha detto Lourenço – piace sostenere il peggio, scommettere sul meglio è meglio”.

Governo

Una grande iniezione di autostima per il MPLA, partito storico di governo in Angola, dalla liberazione dal dominio coloniale del Portogallo. Dopo il quasi quarantennio di dos Santos, che aveva addormentato in Paese e aperto la strada a corruzione e nepotismo, dal 2017 João Lourenço con il suo primo mandato ha messo in atto un forte cambiamento. In questi ultimi cinque anni, ha rimarcato il leader del MPLA, si sono rotti alcuni “tabù”. Come la lotta alla corruzione, la privatizzazione dei beni dello Stato, l’accordo con il Fondo Monetario Internazionale e il diritto di voto per gli angolani all’estero. “La corruzione era un male di cui ci vergognavamo. Era radicata non solo nella leadership politica, ma anche nella nostra società. Abbiamo infranto questo tabù. Abbiamo davvero iniziato la lotta alla corruzione e la giustizia ha agito in questo senso”.

Economia

Positivi per l’economia l’accordo con il FMI (“il Paese ha guadagnato i fondi messi a disposizione, ma soprattutto la credibilità di cui aveva bisogno sui mercati internazionali”) e le privatizzazioni. “I beni pubblici che erano dormienti, oggi danno lavoro a molti giovani e producono beni e servizi al servizio della popolazione. Abbiamo valorizzato – ha sottolineato il presidente – il settore privato, incoraggiandolo e dandogli un’opportunità di crescita, affinché cominciasse a svolgere il suo ruolo di partner dello Stato”. Precisi, infine, gli impegni sul tema della salute, per troppo tempo tallone d’Achille dell’Angola.

Partito

A Camama, ha rilevato Rui Falcão, portavoce MPLA, si è rivelata “la qualità di un partito come il nostro, che ha il senso dello Stato ed è responsabile verso il popolo. Ce ne sono pochi partiti così, in Africa e nel mondo”. Una stoccata poi agli avversari dell’Unita, sempre ferocemente all’opposizione, anche armata, e finora sempre battuti. “Sapete benissimo chi ha sempre puntato sulla sovversione, chi ha portato alla guerra”, all’invasione delle forze del Sudafrica dell’apartheid. “Tutto questo – dice il portavoce MPLA – questa nostra gente angolana non lo perdona”.

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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