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domenica, 25 Settembre 2022

Una brutta campagna elettorale che non smuove nulla. Sondaggi sempre gli stessi. Il “giallo” del Quirinale

A poco piu di mese dallo scioglimento delle Camere e a meno di un mese dal 25 settembre, data in cui si andrà a votare, non è cambiato quasi nulla nei sondaggi. La brutta campagna elettorale, una delle peggiori di sempre, poco seguita e con malcelato disinteresse non sembra fare presa sugli italiani. Il centrodestra viene sempre dato in vantaggio, una ventina di punti, mentre come prima partito e’ sempre testa a testa Meloni-Letta, con la prima in leggero vantaggio. Quanto alla vera novita’ di queste elezioni il Terzo polo di centro Calenda-Renzi non appare decollare, sempre inchiodato intorno al 5%. Anche se alcuni sondaggisti lo danno al 7%.

TUTTO SCONTATO QUINDI? No perche’ come affermava un vecchio notista politico “l’urna e’ puttana”. I sondaggi sono pur sempre sondaggi e in più di un’occasione sono stati smentiti. Anche se ovviamente e’ meglio sentire il vento in proprio favore. Da sempre il paese e’ spaccato quasi a meta’ tra centrodestra e centrosinistra a visione allargata di campo largo per entrambi. E non a caso a decidere sono sempre state poche migliaia di voti. In alcuni casi come nel 2006, quando vinse Prodi contro Berlusconi, si parlo’ di brogli. Allora il ministro degli Interni era Pisanu, che fu accusato da alcuni suoi avversari di avere favorito il ”nemico”. Ma questa volta manca il campo largo di Letta, vista la frattura insanabile con i cinquestelle, e quindi il risultato pare decisamente orientato per in centrodestra.

”Giallo” Quirinale. Il problema e’ nell’aria dallo scioglimento delle Camere: se la Meloni, come pare, vincesse, cosa farà il Colle? La Meloni appare sicura, “Non potrà che dare a me l’incarico”. Ma attenzione a fare i conti senza l’oste. Il Quirinale potrebbe incidere e molto, per la parte che gli compete, sulla composizione del nuovo governo. È gia’ avvenuto in passato non a livello di premier ma di ministeri importanti. Il ”giallo” e’ una nota di Marzio Breda, il quirinalista del Corriere, attento alle dinamiche del palazzo. Breda ha sempre riportato anche se informalmente le idee del Colle. Ha scritto: “Il punto chiave del problema e’ questo: la Costituzione spiega che non c’e’ nessun automatismo. A Mattarella compete, dopo avere consultato le forze politiche e dopo aver ascoltato indicazioni e programmi, affidare l’incarico di formare un nuovo governo a chi gli offre maggiori garanzie sulla base di un saldo consenso degli alleati e di una maggioranza in Parlamento. Tra i diversi fronti che Mattarella dovra’ considerare per la nomina c’e’ pure la cornice geopolitica delle alleanze dove l’Italia e’ inserita, essendo il Capo dello Stato il garante dei trattati internazionali”. In poche parole Breda spiega che non e’ affatto automatico che a una Meloni vincente corrisponda una Meloni premier.

IMMEDIATA SMENTITA DEL QUIRINALE. Apriti cielo il Colle si affretta a smentire l’articolo, con la precisazione ”Mattarella sarà neutro” ed ancora, da lui, ”nessun sentimento sul voto“. Ancora ”Sono del tutto privi di fondamento articoli che presumono di interpretare o addirittura dar notizia di reazioni o di sentimenti del Colle su quanto espresso nel confronto elettorale”. Mai prima d’ora il Colle aveva smentito con tanta durezza una notizia del suo giornalista principe. Tanto che da tutti e’ considerato come una voce altamente autorevole.
Rimane quella di Breda una bomba anche se inesplosa. Impossibile che si sia inventato un passaggio cosi’ dirimente Qualcuno nel palazzo ne sa qualcosa? Il Quirinale non appare come una casa di vetro.

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