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domenica, 25 Settembre 2022

-8 al voto: Renzi a Conte, “Sei un mezzo uomo”. E Salvini replica a Draghi sui “pupazzi prezzolati”

A una settimana dal voto la campagna elettorale si infuoca.

In alcune occasioni i toni si alzano, sovreccitati, e volano anche un pò di stracci tra i politici candidati.

E gli ‘schiaffi’ distribuiti ieri dal premier Draghi, soprattutto a Conte, Salvini e Meloni, hanno agitato il quadro e modificato la scaletta dei comizi.

Non semplici scintille infatti ma vere e proprie bordate sono scoccate e si sono scambiati oggi il leader M5s Giuseppe Conte e Matteo Renzi. L”avvocato del popolo’ in un comizio a Palermo ha invitato provocatoriamente il leader di Italia viva, “se ne ha il coraggio” – ha detto – “a venire qui in Sicilia, senza scorta, a dire che il reddito di cittadinanza non serve…”. La risposta al vetriolo dell’interessato gli è arrivata a stretto giro: “Ti devi vergognare Giuseppe Conte pensando che qualcuno possa picchiarmi. E’ incredibile questo modo di fare che inneggia alla violenza, Conte – ha tuonato Renzi da Genova – sei un mezzo uomo, abbi il coraggio di fare un confronto civile sui temi, questo è un linguaggio da mafioso della politica”.

“Stai minacciando la violenza fisica. – ha proseguito Renzi – Quando uno dice andiamo a fare la campagna elettorale e portiamo tutti quelli con il reddito di cittadinanza usa un linguaggio clientelare, questo è voto di scambio”.

Dura e anche sprezzante poi la risposta di Matteo Salvini all’intemerata di Draghi contro i ‘putiniani’ di casa nostra, i ‘pupazzi prezzolati’, che premono sul governo per togliere o ammorbidire le sanzioni contro lo zar del Cremlino, un attacco senza far nomi in cui però si è certamente riconosciuto il leader della Lega. Che ha risposto, gelido, per le rime.

“Non ho tempo di seguire la conferenza stampa, penso sia legittimo non seguire la conferenza stampa di Draghi, o almeno non c’è ancora un articolo della Costituzione che lo impone” ha detto con sarcasmo il leader della Lega. “A proposito di Draghi – ha aggiunto davanti alle tv – oltre che parlare di pupazzi, spero che trovi il tempo per trovare altri soldi per aiutare gli italiani a pagare le bollette perché non so se ha capito l’emergenza nazionale a cui stiamo andando incontro…”.

Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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