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venerdì, 9 Dicembre 2022

Cavallo di Troia della sinistra, Salvini comunque vada… Ma la Meloni non cade nel watercloset

Prima era Letta a sventolare il pericolo fascista e con lui tutta la stampa di sinistra. Poi Letta ha smesso di parlare e forse anche di fare il leader del Pd, ed ora ecco che spuntz il nuovo cavallo di battaglia contro la Meloni.

CAVALLO DI TROIA, SALVINI. Titoli a prima pagina di alcuni quotidiani dicono che la Meloni non darà mai a Salvini il Viminale, che non lo vuole perché filo russo e quindi in grado di intaccare il suo prestigio internazionale. Allora che fa La Meloni. Lo lascia fuori… Ora comunque vada e’ già pronta la campagna. Se Salvini andra’ al Viminale, Mattarella permettendo, sarà la prima sconfitta della Meloni che non e’ riuscita ad imporre la sua volontà. Se invece sarà escluso si dira’ che il governo nasce debole, con la Lega in agguato per la vendetta. Insomma un governo già a tempo. tanto che Calenda ha commentato ”durerà sei mesi…”. Attenzione alle frasi ed anche ei destini ricorrenti in politica. Quando Bettino Craxi fu eletto segretario Manca disse lo stesso “Tranquilli, tanto durerà sei mesi…”.

DA WATERGATE A WATERCLOSET. Come ha scritto Sallusti nel suo editoriale si arriva al warercloset, nel senso che vengono riportate virgolettate dichiarazioni, subito smentite. Da quello che ufficialmente si sa, il faccia a faccia Meloni-Salvini e’ stato costruttivo e non vi sono stati screzi. Focalizzato soprattutto nel definire l’immediata agenda del nuovo governo, che come sanno tutti e’ complicata soprattutto a causa della crisi energetica e del caro bollette.

RESPONSABILITÀ E COERENZA LINEE GUIDA DELLA MELONI. Responsabilità e coerenza. Così in un silenzio assoluto con i media sta muovendo i primi passi la futura probabile neo premier. Responsabilità innanzitutto verso le istituzioni ed il paese, ma ovviamente anche verso gli alleati che ne hanno consentito la vittoria. Quello che come prima cosa la Meloni deve diventare, se vuole andare a palazzo Chigi e restarci per cinque anni, e’ di divenire leader di coalizione e non più di partito. Quello che fece Berlusconi. Deve cioè essere generosa, come ha già fatto prima delle elezioni cedendo seggi sicuri ai suoi compagni di viaggio, verso Lega e FI.

MELONI E SALVINI TROVERANNO SOLUZIONE INSIEME. Con buona pace, anzi non forse tanto buona, di alcuni, Meloni E Salvini tracceranno un prrcorso comune, naturalmente insieme a Berlusconi, per cominciare con il piede giusto. Senza tenere conto dell’accanimento mediatico nei confronti di Salvini, reo non tanto di avere messo in discussione le sanzioni contro Mosca, peraltro da lui stesso votate, quanto da essere visto come l’unico possibile intralcio sul cammino di Giorgia.

SE SALVINI SARA’ PROPOSTO PER IL VIMINALE DIFFICILE CHE MATTARELLA DICA NO. Nella probabile eventualità’ che Salvini venga proposto per il Viminale sarebbe difficile che Mattarella dicesse di no. Trattandosi quelle sul leader della Lega di polemiche politiche e non tecniche. E certamente Mattarella non vorrà iniziare il suo rapporto con il nuovo governo con un litigio istituzionale.

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