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venerdì, 9 Dicembre 2022

Sulle bollette per ora prevalgono le poltrone. È già cominciato il logoramento di Giorgia. Se non avrà il Viminale, Salvini non esclude l’appoggio esterno

Alla profezia di Carlo Calenda: “Il governo Meloni dura 4/6 mesi”, tutti nel centrodestra avevano toccato ferro. Ma come diceva Andreotti: “A pensare male si fa peccato, ma spesso si indovina”. E proprio gli incontri tra i big della destra per dare vita al “Meloni I” sembrano accreditare l’inizio del logoramento, ancor prima del via. In questa fase i problemi degli italiani sembrano restare sullo sfondo. Qualche maligno osserva: più che le bollette poterono le poltrone.

Chigi

Qualcun altro aveva rassicurato: tanto ci pensa Draghi. Ma da Palazzo Chigi hanno precisato che ora dei guai del paese tocca che se ne occupino i vincitori del 25 settembre. “Il presidente del Consiglio – è la precisazione inviata alla stampa – non ha stretto alcun patto, né ha preso alcun impegno a garantire alcunché. Il presidente del Consiglio mantiene regolari contatti con gli interlocutori internazionali per discutere dei principali dossier in agenda e resta impegnato a permettere una transizione ordinata, nell’ambito dei corretti rapporti istituzionali”. Quindi, il famoso disbrigo degli affari correnti e stop.

Titoli

Intanto, come titolano i maggiori quotidiani la trattativa verso il nuovo governo assume toni da duello all’Ok Corral. “Ultimatum della Lega: l’ipotesi dell’appoggio esterno se Salvini non avrà il Viminale”, informa il Corriere.it. La Repubblica incalza: “La minaccia di Salvini: ‘Senza il Viminale solo sostegno esterno'”. Anche Il Messaggero.it non nasconde i grattacapi di Meloni: “Resta il nodo Viminale. Ipotesi Salvini al Lavoro, lui insiste per gli Interni”. La replica ufficiale da destra è che si tratta soltanto di voci, nulla più. Al contrario: i leader stanno lavorando sodo per l’Italia. Ma è ufficialmente proprio Salvini a mettere nero su bianco le sue pretese. In un tweet, in cui lamenta nuovi sbarchi sulle nostre coste, afferma a chiare lettere: “Ci vuole qualcuno che torni a difendere e proteggere confini, leggi, forze dell’ordine e sicurezza in Italia. Qualche idea ce l’abbiamo”. E conclude con la baldanza classica del ‘capitano’, apponendo una faccina che fa l’occhiolino.

Biden

D’altronde che qualche personaggio della nuova maggioranza di destra non convinca o addirittura preoccupi gli interlocutori internazionali emerge dalle parole del presidente americano, Joe Biden. Il suo è un monito sul destino della democrazia per pungolare il suo partito in vista delle elezioni di mid-term di novembre, ma il riferimento è proprio il nostro Paese: “Avete appena visto cosa è accaduto in Italia. State vedendo cosa sta accadendo intorno al mondo. La ragione per cui dico questo è che non potete essere ottimisti nemmeno su quello che sta accadendo qui”.

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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