Monopattini: Parigi dice no all’uso selvaggio. In un referendum i cittadini al 90% scelgono lo stop per i veicoli a nolo

Parigi boccia i monopattini elettrici a noleggio. Gli abitanti della capitale francese hanno votato a valanga per vietare i contestati mezzi di trasporto, che stanno invadendo le città europee. Parigi diventerà così l’unica capitale europea a vietare i monopattini a nolo alla scadenza dei contratti degli operatori, il prossimo 31 agosto. I monopattini sono stati coinvolti in 408 incidenti a Parigi nel 2022.

Vittime

Tre persone sono morte e 459 sono rimaste ferite. I cittadini hanno scelto di battere l’anarchia e regalato un trionfo agli attivisti per la sicurezza stradale. Quasi il 90% dei voti espressi è stato per il no all’aggressiva invasione dei monopattini. I mezzi, teoricamente green, provocano più danni che benefici. Non rispettano il codice della strada, viaggiano a tutta velocità a zig zag nel traffico e sui marciapiedi. Contromano e con protervia nelle aree pedonali, spesso in due a bordo, per non trascurare la questione dei mezzi abbandonati ovunque al termine dell’affitto. Il referendum promosso dalla sindaca, Anne Hidalgo, non riguardava i monopattini di proprietà privata.

Sicurezza

Tutte le norme di sicurezza varate dal 2019 e le multe per i parcheggi selvaggi non avevano scoraggiato l’uso incivile dei monopattini. Temendo la ghigliottina, i tre principali operatori del noleggio – Lime, Dott e Tier – hanno fatto una massiccia campagna sui social media per sollecitare le persone a votare a loro favore. E sono arrivati a offrire corse gratuite per recarsi al voto. “Mi impegno a rispettare la scelta degli elettori – ha rimarcato la sindaca -, puramente e semplicemente”. Le società di noleggio, che poco hanno collaborato per mettere ordine, sostengono che “la priorità è ora quella di garantire il futuro dei nostri dipendenti”. Le tre società impiegano circa 800 persone a Parigi nel settore del noleggio.

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Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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