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venerdì, 24 Maggio 2024

Droghe: Meloni, non mi lascio intimidire e ‘vabbè fatti una canna’ non sarà mai la nostra politica

Scontro sulle droghe tra Giorgia Meloni e Riccardo Magi, segretario di +Europa, nel corso di un convegno a Montecitorio. Il deputato che è promotore del referendum sulla legalizzazione della cannabis ha contestato vivacemente la premier innalzando con altri parlamentari del suo gruppo cartelli antiproibizionisti con la scritta “Legalizzazione della cannabis, se non ci pensa lo Stato ci pensa la mafia”. La Meloni ha replicato con la stessa veemenza non mandandogliele a dire: “Non mi lascio intimidire e lei lo sa bene” ha scandito per tre volte rivolta alla protesta di Magi, lasciando anche intendere di capire – lei che col suo partito per anni è stata ferma su percentuali minime – il bisogno di visibilità di +Europa “ferma al 3%”.

La premier aveva appena finito di spiegare la politica del suo esecutivo contraria a tutte le droghe, a partire dalla cannabis, “perchè fanno tutte male” e aveva concluso quella parte del suo discorso affermando che proprio per rispetto alle legittime e giustificate attese dei giovani su lavoro, merito e opportunità, la politica del suo governo “non sarà mai quella di dire ai ragazzi ‘Vabbè fatti una canna’…”. Insomma “basta lassismo” in materia perchè le droghe fanno male tutte: “La droga fa male sempre e comunque, ogni singolo grammo di principio attivo si mangia un pezzo di te” ha aggiunto la premier.

“Non esistono distinzioni, chi dice una cosa diversa dice una menzogna.  Dire che ci sono droghe che possono essere usate è un inganno”. “In uno spinello di oggi – ha proseguito – c’è una quantità di principio attivo enormemente più grande di quanto ce n’era in quelli di qualche decennio fa e si può definire leggera qualcosa che ha il 78% del principio attivo?”. La premier ha chiuso il suo confronto con i contestatori ricordando loro che gli italiani hanno votato e voluto un governo in grado di fare senza paura le cose promesse in campagna elettorale anche sul tema delle droghe. Per la Meloni non si banalizza il problema, non ci si volta dall’altra parte “e la questione non è se ci rendiamo conto di ciò che facciamo ma se voi – ha detto rivolta a Magi – vi rendete conto di quella che fate. E i risultati della vostra azione li abbiamo visti nel corso degli anni…”.

Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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