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martedì, 23 Luglio 2024

Tumori: Polizia di Stato e Associazione Onconauti presentano progetto per riportare al lavoro le donne con tumore al seno

La Polizia di Stato a fianco dei pazienti oncologici, presentato il progetto con Associazione Onconauti per riportare al lavoro le donne con tumore al seno. L’iniziativa “Return to work” è stata illustrata a Roma, con la toccante testimonianza diretta delle pazienti operate. Molte donne nonostante superino la malattia, si trovano spesso discriminate sul posto di lavoro. “Lo studio dell’Associazione Onconauti e AUSL Bologna sulle donne operate al seno – afferma Stefano Giordani, direttore scientifico dell’Associazione – ha documentato che il 42% ha riscontrato un reinserimento problematico per sintomi psichici e fisici secondari ai trattamenti, che dopo un anno tendono a cronicizzare. Il 6% non rientra più al lavoro, anche a causa di discriminazioni”.

Pazienti-lavoratori

Ogni giorno in Italia – secondo i dati LILT – si registrano 1071 diagnosi di tumore e 496 morti. Circa il 50% dei nuovi casi sono in età lavorativa. Ogni anno circa 100mila persone si aggiungono ai quasi 1,5 milioni di “pazienti-lavoratori” oncologici rientrati al lavoro dopo la malattia. È in costante aumento il numero di donne operate al seno che sopravvivono e convivono con gli effetti collaterali. Un report del National Health Institute USA dell’aprile 2023, evidenzia che negli ultimi 20 anni il numero di pazienti oncologici lungo-sopravviventi con limitazioni causate dalle terapie è aumentato fino a raggiungere il 70% nel 2018. Per affrontare le conseguenze psico-sociali ed economiche di questa condizione, l’Associazione Onconauti ha realizzato, in collaborazione con le istituzioni sanitarie pubbliche, un metodo di riabilitazione con interventi integrati sullo stile di vita, rivelatosi efficace, riproducibile e a basso costo. Già sono state coinvolte oltre duemila pazienti.

Stile di vita

Giordani sottolinea: “Negli ultimi 10 anni un numero sempre maggiore di pazienti per ridurre l’incidenza di recidive a distanza effettua terapie ormonali preventive fino a 7-10 anni dopo la diagnosi e usa farmaci biologici per 2-3 anni. Tuttavia, nessuno ha mai misurato l’impatto psico-sociale e le conseguenze sulla capacità lavorativa di questa nuova realtà clinica. Intervenire sullo stile di vita è difficile, non bastano le raccomandazioni. Servono dei percorsi di reinserimento lavorativo adeguati”. Il metodo di riabilitazione integrata oncologica dell’Associazione Onconauti riduce ansia, depressione, dolore, affaticamento e migliora l’efficienza psico-fisica.

Personalizzato

Si tratta di “trattamenti non farmacologici – spiega Giordani -, che si sono dimostrati di provata efficacia. Ai pazienti viene offerto un programma personalizzato di attività come lezioni di yoga, agopuntura o shiatsu, riflessologia e qi gong. Interventi sullo stile di vita per stabilire un’alimentazione salutare e svolgere attività fisica regolare. Ricevere supporto psicologico (arteterapia, mindfulness) e, in caso di necessità specifiche, sedute di fisioterapia, il tutto in un percorso della durata di tre mesi. Fondamentali in questo percorso risultano la tecnologia per la teleriabilitazione, la presenza sul territorio e la personalizzazione degli interventi”. Fabrizio Ciprani, direttore centrale della sanità della Polizia di Stato, ha rimarcato come il sostegno al progetto rientri “appieno nell’attività della struttura medica della Polizia. Siamo impegnati nel recupero dei pazienti oncologici”, consapevoli di come “il lavoro sia una terapia in sé e aiuti psicologicamente”.

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